IL POPOLO n. 19 del 15.05.2022

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Assemblea sinodale diocesana: fatto il punto, si riparte
PRIMO INCONTRO FORMATIVO Oltre 400 i sinodali presenti

IL POPOLO

Assemblea sinodale diocesana: fatto il punto, si riparte

primo incontro formativo Oltre 400 i sinodali presenti

Una serata di verifica e di rilancio

il Cammino nel Risorto continua


Negli ampi spazi dell’oratorio della parrocchia di San Pietro - Sclavons si è svolto venerdì 29 aprile il primo incontro formativo in preparazione all’Assemblea sinodale.

In un clima accogliente e disteso gli oltre 400 sinodali si sono disposti in forma ovalizzante attorno ad un centro focale, che via via ha visto la presenza di diversi attori.

Innanzitutto, all’inizio, il Vescovo Giuseppe ha avviato l’incontro con brevi parole e una preghiera focalizzata sul senso del convenire, come chiamata interiore dallo Spirito a servizio della comunità diocesana.

La lettura del brano del vangelo di Luca dei Due discepoli di Emmaus, poi commentata dall’autore dell’Icona, che ci accompagna quest’anno pastorale ed è trama della lettera pastorale del Vescovo Giuseppe "Rimessi in cammino dal Risorto - Ascolto e sinodalità" ha fatto da sfondo per rileggere l’oggi e le tante fatiche pastorali connesse e le nuove strade da individuare.

L’intervento di Stefano Bucci, membro del Centro Studi Missione Emmaus, ha offerto ai partecipanti diverse piste di riflessione, per affrontare al meglio i cambiamenti in atto e per delineare e accompagnare le nuove forme di vita pastorale. Un intervento di alta levatura, coinvolgente ed affascinante. Diversi partecipanti, a fine serata e in altri momenti, ne hanno dato un immediato e positivo riscontro.

Da parte dei partecipanti vi è stata la possibilità di interagire, attraverso la raccolta di molte domande con le nuove tecnologie digitali. La risposta del relatore è avvenuta in tempo reale, assicurando che vi sarà nel prossimo incontro una ripresa ancor più puntuale ed approfondita.

Il Segretario generale dell’Assemblea sinodale, don Maurizio Girolami, ha poi preso la parola descrivendo lo stato dell’arte e delineando i prossimi passi da compiersi. Infatti i sinodali si incontreranno per un ulteriore approfondimento e momento formativo venerdì 27 maggio, stesso luogo e stessa ora.

La serata si è conclusa con la benedizione impartita dal Vescovo Giuseppe e ci ha consegnato alcune sue parole di incoraggiamento e di speranza.

Ultimo ma non ultimo va sottolineata la presenza dei cori giovanili che hanno sostenuto il canto dell’Assemblea nei vari momenti previsti e la funzione connettiva tra un passaggio e l’altro - a mo’ di anchorman - di Alex, membro della segreteria.

Un grazie va allo Staff che ha predisposto e organizzato questa impegnativa serata. Ci si rivede il 27 maggio per continuare questo prezioso lavoro e compito.

DTGM




A pag. 12 intervista al

card. Bassetti, presidente

della Cei, sul Cammino

Sinodale delle Chiese



DALL’INTERVENTO DI STEFANO BUCCI Del Centro Studi Missione Emmaus di Roma

Cambiare e rimanere fedeli al Vangelo. Chiamati

ad avviare processi piuttosto che ad occupare spazi


Il cuore della serata è stato l’intervento di Stefano Bucci. Un intervento atteso e nondimeno condiviso nei passaggi preparatori.

I contenuti dell’intervento sono idealmente riassunti in una frase evocativa: Cambiare e rimanere fedeli al Vangelo. Tutti sentono l’esigenza e l’urgenza del cambiamento, ma si corre un grave rischio: avviare un cambiamento adattivo, funzionale alle strutture, alla cronaca, alle urgenze.

C’è necessità di un cambio di paradigma. Ogni paradigma è costituito da soggetti, oggetti, forma e stile.

Un esempio.In catechesi i soggetti non sono più né i catechisti né i catechizzandi ma l’intera comunità e la famiglia o il mondo degli adulti di provenienza. L’oggetto non è più riconducibile ai soli contenuti della fede, ma è narrazione della propria esperienza, di ciò che significa il Vangelo nella propria vita sia come singolo, sia come famiglia, sia come comunità; la forma non può essere data dal layout tipo aula scolastica, ma gli ambienti consueti che incrociamo nella quotidianità espressioni di senso per piccoli e adulti. A partire dal n. 27 della Evangelii Gaudium "Sogno una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa…" e dal n. 31 della stessa "… l’obiettivo di questi processi partecipativi non sarà principalmente l’organizzazione ecclesiale, bensì il sogno missionario di arrivare a tutti" si evidenzia la necessità di porsi tante domande, coltivando il sogno di riuscire a incrociare e a individuare nuove strade perché il cambio d’epoca nel quale siamo immersi e dal quale siamo travolti chiede nuovi paradigmi.

Abituati a risolvere problemi e ad organizzare risposte adeguateper quanto possibile, ora siamo chiamati ad avviare processi, piuttosto che occupare spazi.

La logica del processo si compone di alcune tessere concettual-operative.

Prendo coscienza della realtà (il paradigma prevalente); reinterpreto questa realtà alla luce di un sogno innovativo; decido di operare una scelta di cambiamento optando per alcune priorità e tagliando alcune prassi ormai sterili o inadeguate; metto in atto delle sperimentazioni per vivere nuove esperienze; aiuto e accompagno gli altri narrando la mia esperienza, i piccoli successi e passi compiuti positivamente.

Ecco i verbi tipici che descrivono il processo: andare avanti, apprendere, discernere, sognare, porre delle priorità, sperimentare, narrare.

In una organizzazione complessa come l’avvio e il mantenimento del passo di una Assemblea sinodale insieme siamo chiamati a fare esperienza di discernimento attraverso l’ascolto attivo degli altri e della realtà, non a imporre le proprie visioni; siamo chiamati a rivitalizzare se non a creare ex novo legami di comunità, che molto spesso sono solo formali, sterili e anaffettivi; naturalmente tutto ciò è possibile solo se persone dedicate (i custodi del fuoco) si assumono questo impegno e questa responsabilità per accompagnare con lucidità il percorso sinodale e di trasformazione della realtà ecclesiale (cfr. Ef 4,16; Col 2,19); in uno stile dialogico e non dialettico.

Dialettico: la particolare capacità di imporre i propri punti di vista in opposizione agli altrui.

Dialogico: colloquiale, in forma di dialogo permette lo scambio e la comunicazione costante tra persone per pervenire ad es. a scelte condivise. Le resistenze al cambiamento vanno messe nel conto. Le ricerche sociologiche ci dicono che dentro una compagine solo il 15% è consapevole ed è disponibile al cambiamento. Ci sorregge la logica del lievito, che smuove la massa…

Infine, l’intervento si è concluso con lo slogan fondativo del pontificato di san Giovanni Paolo II: "Non abbiate paura …".

Il 27 maggio riprenderemo questi contenuti per rielaborarli e maggiormente condividerli e fare così un ulteriore piccolo passo in avanti.

Diac. G Mauro Dalla Torre

Delegato vescovile per la cultura

Ecco i verbi tipici

che descrivono il

processo: andare

avanti, apprendere,

discernere, sognare,

porre delle priorità,

sperimentare, narrare



Cambiare e rimanere

fedeli al Vangelo: tutti

sentono l’urgenza

del cambiamento, ma

si correun grave

rischio:avviare

un cambiamento

adattivo,funzionale

alle urgenze


La seconda serata formativa si terrà

venerdì 27 maggio alle ore 20.30

sempre nell’oratorio di Sclavons

(Cordenons). Saranno presentati

temi e funzionamento delle

assemblee sinodali di area che

avranno inizio ad ottobre 2022




IL SENSO DEL NOSTRO PROCEDERE

Tra l’abisso e il grembo: in cammino

per cambiare il volto della chiesa diocesana



Il primo incontro dei delegati dell’Assemblea sinodale della Diocesi si è svolto venerdì 29 aprile. In clima di preghiera, sostenuti dai canti del gruppo Ashira l’Adonai e riscaldati dalle parole di Stefano Bucci, del Centro Studi Emmaus, i delegati si sono trovati con la voglia di mettersi in cammino per rinnovare il volto della nostra Chiesa diocesana.

È stato un vero e proprio momento generativo.

Ci è stato ricordato che il buio dell’abisso, raccontato dalla Genesi, è un luogo da cui nasce la creazione. Ben si adattava la penombra del palazzetto dell’oratorio di quella sera per accogliere Colui che, aleggiando sulle acque dei nostri cuori, sa creare le cose dal nulla e sa far venire fuori dalle nostre comunità il meglio dell’opera di Dio.

I passi che ci attendono ora sono i più impegnativi: in quella sera si è accesa la luce, ma ora bisogna mettersi al lavoro per distinguere, porre limiti, fare scelte di priorità, decidere, soprattutto attuare con coraggio.

Il primo passo compiuto in quella serata è stato essere riconsegnati alla possibilità di sognare insieme una Chiesa più evangelica e più capace di irradiare attorno a sé la bontà del vangelo. Ne avevamo bisogno, perché lo stile comune e inveterato del ’si è sempre fatto così’, tante volte additato da papa Francesco, ci ha privato per troppo tempo di entusiasmo e ha disperso forze importanti rendendoci più poveri e poco fecondi.

Adesso si tratta di trovarsi negli appuntamenti previsti nei prossimi mesi per capire cosa sognare insieme.

Sarà poi necessario capire come custodire il sogno che da questa Assemblea emergerà come un dono dello Spirito per noi e per le generazioni future.

Cosa sognare? Anche se siamo nella penombra, i tanti materiali raccolti dalla fase di ascolto ci permettono di dire già qualcosa.

Ricentrare la catechesi sul mondo adulto, sentire la Chiesa non solo dentro i confini parrocchiali, rimetterci tutti disponibili a lasciarci educare da Dio in questo nostro tempo.

Non sarà per nulla facile, perché tutti, a partire dal clero, abbiamo ricevuto una educazione che ci coglie impreparati ad affrontare una sfida simile.

Saremo capaci di lavorare insieme? Saremo abili, ciascuno per la sua parte e al suo posto, nel trovare il protagonismo giusto nella edificazione della Chiesa missionaria, agile e luminosa che il vangelo chiede?

Il prossimo appuntamento sarà il 27 maggio. Lì riprenderemo alcuni nodi importanti, ci aiuteremo a trovare le modalità più giuste e i tempi necessari, perché gli incontri che ci saranno a partire da settembre fino a maggio 2023 possano rimanere momenti generativi, capaci di dare alla luce il volto nuovo della nostra Chiesa diocesana. Come ogni gestazione ci vorrà pazienza, prudenza, capacità di attesa e di attenzione reciproca.

Non basterà ricordare quello che già sappiamo. Una madre che porta nel suo grembo la vita, anche se ha studiato medicina ed è esperta nel far nascere i figli degli altri, quando è lei a portare la vita, sa che ogni volta è un’avventura nuova senza alcun tipo di paragone. Siamo figli della Chiesa madre. È lei che ci sta partorendo per essere figli di Dio in questo tempo. Facciamo la nostra parte, perché anche con i nostri gemiti, possiamo dare alla nostra madre la gioia di averci tra le sue braccia e di accompagnarci in questo mondo a dare il dono della vita di Gesù che è per tutti.

Don Maurizio Girolami

Segretario Generale



E’ stato un

vero e proprio

momento

generativo: dal

buio dell’abisso,

come nella Genesi,

nasce la creazione


I passi che ci

attendono ora sono

i più impegnativi:

in quella sera

si è accesa la luce,

ma ora bisogna

mettersi al lavoro




testimonianza /1

Noi sposi: i nostri primi passi insieme

verso l’Assemblea Sinodale



La prima tappa formativa per i delegati dell’Assemblea Sinodale Diocesana ci ha visti partecipi quale coppia di sposi. Abbiamo trovato posto tra alcuni amici di vecchia data, tante persone che stimiamo e moltissime facce nuove: l’eterogeneità dei volti della Chiesa ci è subito apparsa evidente, così come la ricchezza che potrà scaturire dalla condivisione delle varie vocazioni ed esperienze.

Durante questa significativa serata di preghiera e di formazione ci ha colpiti la visione di una Chiesa in grado di uscire dal cenacolo e di mettersi in cammino, di cambiare radicalmente per restare fedele al Vangelo.

Siamo stati invitati a vivere l’Assemblea Sinodale come un processo di preghiera e discernimento, a cogliere la sfida del dialogo, ad avere il coraggio di porci domande nuove e adeguate al cambiamento d’epoca di cui ci parla Papa Francesco, per una Chiesa capace di rinnovarsi profondamente. Non si vuole partire dai bisogni e l’obiettivo non sarà quello di stilare un documento conclusivo ricco di risposte: si tratterà di ritessere legami, per far sì che il Vangelo parli alla vita di oggi.

La preghiera condivisa, i canti, le letture e le parole del nostro Vescovo Giuseppe sono state delle linee guida fondamentali e la carezza amorevole necessaria per accompagnare il nostro impegno, con l’invito ad affidarci sempre.

Gli stimoli, gli indirizzi e le provocazioni di Stefano Bucci hanno rappresentato basi concrete e illuminanti per chiarire il corretto approccio al cammino da intraprendere.

Siamo davvero grati di far parte di una comunità che vuole interrogarsi a fondo per continuare ad essere feconda, di una Chiesa che non attende sotto l’ombra dei propri campanili. L’iniziale ansia di dover trovare soluzioni a vecchi problemi ha lasciato in noi il posto all’entusiasmo di sognare insieme nuovi stili missionari.

Quali sposi e genitori, vorremmo portare la nostra piccola esperienza di vita in famiglia, nelle parrocchie che abitiamo e nelle realtà che ci accompagnano nella crescita cristiana.

Per il resto avremo molto da ascoltare e da imparare, incontrando la spiritualità, le idee e i limiti di tutti gli altri delegati; insieme nell’ascolto della Parola e delle chiare indicazioni del nostro Papa.

Elisa Battistella

e Guido Rig





testimonianza /2

Partito scettico, mi sono dovuto ricredere

Il cammino può avere concreta destinazione



Il primo appuntamento dell’assemblea sinodale è stata una sorpresa inaspettata.

Mi sono avvicinato con molti dubbi a questo cammino di rinnovamento.

La Chiesa, la parrocchia e da qualche anno la Diocesi sono una parte importante nella mia vita, ne apprezzo molti aspetti, ma non nego di trovarne altri vecchi e inadatti, a tratti ipocriti.

Ai miei occhi da ventunenne la Chiesa ogni tanto appare come un macigno impossibile da spostare e perciò sono partito piuttosto scettico verso l’idea di poter apportare un cambiamento valido con qualche incontro.

Mi sono dovuto ricredere, la prima serata mi ha fatto pensare che questo cammino può avere davvero una destinazione concreta!

Sono entrato nell’oratorio di Cordenons già gremito, presenti più di 500 delegati con età diverse e provenienti da tutte le parrocchie.

Stare accanto a tutte queste persone sconosciute sapendo di condividere con loro l’esperienza sinodale mi ha fatto capire che tanti si aspettano una Chiesa nuova e più attenta.

L’incontro è stato moderato da Alessandro Zappalà - noto ai più come Alex Missio - il suo stile comunicativo è stato perfetto per impostare un clima generativo dal quale partire, clima mantenuto per tutta la serata grazie alla presenza del coro Ashira L’Adonai.

Il dubbio che persisteva durante la prima parte della serata è stato definitivamente risolto dall’intervento di Stefano Bucci del Centro Studi Missione Emmaus di Roma che ci ha accompagnato con un intervento sull’importanza della creatività, sulla logica dietro il processo di cambiamento, ha parlato del suo vero significato passando da un linguaggio teologico a uno più tecnico.

Ora sono convinto che la buona volontà è presente e che il cambiamento è possibile, non resta altro che rimettersi in cammino.

Matteo Santo

delegato per l’Azione Cattolica

Casarsa della Delizia







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