IL POPOLO n. 22 del 05.06.2022

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Assemblea sinodale: 2°incontro preparatorio
Tensioni, resistenze, giunture
un impianto pieno di energia

IL POPOLO

Assemblea sinodale: 2°incontro preparatorio

Tensioni, resistenze, giunture

un impianto pieno di energia


Sentire alcune parole insolite nelle riunioni ecclesiali fa bene, perché possono aprire lo sguardo ad una realtà che aiuta a vedere le cose sotto altri punti di vista.

Per il secondo incontro plenario dei delegati dell’Assemblea sinodale lo scorso 27 maggio è stato di nuovo invitato Stefano Bucci, del Centro Studi Emmaus, il quale ci aveva offerto già a fine aprile alcuni spunti di riflessione che hanno lasciato un sapore di nuovo e di appetitoso, anche se molti punti erano rimasti oscuri. Per questo lo abbiamo richiamato per rispondere alle domande che gli avevamo posto, per spiegare meglio, per approfondire. Così egli ha fatto, raccogliendo attorno a tre parole fondamentali il suo intervento: lasciare, abitare esplorare.

Lasciare: non fidarsi delle solite ricette, accettare di compiere scelte piccole ma irreversibili che possano produrre un cambiamento effettivo, abbattendo muri, camminando insieme, accettando la non linearità della vita.

La seconda parola scelta è stata abitare: le fragilità, innanzitutto, facendo rete, perché nessuno si senta abbandonato ed escluso; per questo ci vogliono persone che sanno prendersi cura, ministri di giuntura, di collegamento, di accompagnamento.

E poi esplorare, non partendo dai problemi e dai bisogni che rischiano di incatenare le menti a schemi obsoleti, ma a partire da un sogno, senza trovare l’alibi che qualcuno prima o poi ci penserà. Ciascuno è chiamato a fare la sua parte, perché ognuno può innescare un processo positivo al cambiamento.

L’incontro è stato introdotto da un momento di preghiera centrato tutto sul tema del volto: quello di Gesù che ci guarda con affetto sempre, quello che discepoli che guardano al mondo abitati dalla forza della sua presenza, e ancora una volta il volto di Cristo che viene portato all’umanità dai suoi discepoli come il dono più prezioso che rimette in piedi, risana, guarisce, rallegra.

Il cammino sinodale ha proprio questa intenzione: rendere il volto dei cristiani più simile a quello di Gesù aperto a tutti, pronto ad accogliere senza giudicare nessuno, pronto a fare il primo passo per dare a ciascuno la possibilità di fare la propria parte nell’edificazione del regno.

Assieme a queste tre parole scelte da Bucci, vorrei richiamare alla memoria altre tre parole non meno importanti che hanno costruito il vocabolario di quella serata: tensioni, resistenze e giunture. Spiegando il rapporto tra progetto e processo, Stefano ha ben spiegato che non si devono vedere contrapposizioni, ma tensioni, cioè accentuazioni, calibrature, che hanno lo scopo di includere e non escludere.

Tensione significa impossibilità di diventare rigidi e, quindi, di rompersi e, nello stesso tempo, a non rammollirsi troppo con il rischio di diventare inutili. Come succede ad una corda della chitarra che va tesa al punto giusto per dare la nota che si vuole: non troppo, altrimenti si spezza; non lasciarla arrugginire, altrimenti si spacca; non troppo allentata, altrimenti non si suona.

Ogni cambiamento, poi, ha delle resistenze. Fin dai primi passi del cammino sinodale ne sono emerse tante. Senza nasconderci, diciamolo pure, resistenze da parte dei nostri preti, i quali indaffarati a compiere bene il loro ministero così come gli era stato insegnato, forse hanno dimenticato di tenere in tensione l’orecchio e il cuore sul cambiamento d’epoca che stiamo vivendo. Tensione necessaria se si vuole vivere l’oggi di Dio. Le resistenze vanno forse combattute, perché avvertite ostili? Il vangelo, ci è stato ricordato con altre parole, non si contrappone a chi gli resiste, ma con pazienza alimenta il bene che c’è. In questo caso è bene spendere energie per cambiare e restare nella tensione giusta, senza troppo lasciarci turbare dalle resistenze.

E poi le giunture, diventate in quella serata ministero ecclesiale. Sì, perché la Chiesa è un corpo vivo fatto di muscoli, ossa, tessuti, ma anche tendini, cartilagini, connettori, sinapsi. Come dice Efesini 4,16: "Da lui tutto il corpo, ben compaginato e connesso, con la collaborazione di ogni giuntura, cresce".

Chi nelle comunità cristiane si preoccupa di custodire la comunione possibile? Insomma se Bucci avesse dovuto spiegare come funziona un impianto elettrico forse non avrebbe impiegato parole molto diverse: riti, fili, connettori, tensione elettrica da calcolare bere, resistenze da sistemare al posto giusto. Senza questi elementi non passa energia, non c’è luce, non funzionano gli apparecchi elettrici.

Fuori di metafora, è necessario vivere il cammino sinodale per far scorrere in tutto il corpo vivo della Chiesa diocesana l’energia di bene che è presente nel cuore di tante persone e che Dio non si stanca mai di donare a tutti con sovrabbondanza.

Maurizio Girolami

Segretario Generale




E siamo al quarto quaderno...


Venerdì 27 maggio siamo stati accolti, in un ambiente ben predisposto, dal sorriso e dalla gentilezza dei volontari della Parrocchia di Sclavons - San Pietro per vivere insieme il secondo momento formativo preparatorio all’Assemblea sinodale.

Eravamo tanti e infatti la coda all’ingresso della palestra si faceva lunga, via via che si avvicinava l’ora d’inizio. Creava clima ed anche una certa aspettativa il sottofondo musicale delle voci giovanili che ci invitavano a provare i canti proposti.

Nel momento liturgico iniziale, intenso e vibrante, il vescovo Giuseppe ci ha offerto un’immagine evangelica: Marta e Maria. All’arrivo di Gesù si sono premurate ad accoglierlo, hanno lasciato le loro occupazioni per aprire la loro casa, per fare spazio vitale nelle loro esistenze al Maestro. Una prima modalità di Chiesa missionaria, che si preoccupa di entrare subito e sempre in relazione con il Maestro Gesù per poi ridirlo agli altri narrando la personale esperienza del suo amore e della sua tenerezza.

È seguito l’intervento di Stefano Bucci, come già nella precedente serata, denso, suggestivo, evocativo, sistematico (vedere articolo in merito).

Di seguito il segretario generale dell’Assemblea sinodale, don Maurizio Girolami, sventolando un fascicolo, è salito sul palco e con simpatia ed arguzia ci ha presentato il Quarto Quaderno, attraverso il supporto di diverse slide. Già il numero quattro dice quanto lavoro di pensiero, di riflessione e di rielaborazione ha comportato questa prima fase sinodale.

Il quarto quaderno è il vademecum per le assemblee di area. Lo strumento utile per capire la composizione, gli strumenti a disposizione e il funzionamento delle Assemblee di Area nelle sue varie parti.

Innanzitutto la tipologia degli incontri, che avranno una modulazione propria e diversa, in particolare i primi due si distingueranno dai rimanenti. Nuove modalità di svolgimento all’inizio delle attività delle Assemblee sinodali d’area per creare clima, confidenza, stima reciproca. Nella prima pagina si declina la composizione delle Assemblee, indicando soggetti, vincoli e spirito di partecipazione. Ci si ritrova con spirito ecclesiale di servizio al Vangelo di Cristo, impegnandosi a svolgere con cura il proprio compito. Le finalità delle stesse sono acquisire uno stile sinodale per sperimentare l’essere Chiesa, avviare e favorire il dialogo e lo scambio di riflessione tra i membri, delineare e determinare le priorità per l’azione pastorale dei prossimi anni. In questi mesi estivi verrà predisposto dalla segreteria generale l’Instrumentum Laboris. È uno strumento che ha la funzione di indicare le azioni concrete per il cammino della Chiesa diocesana, una chiesa sempre più missionaria e sempre meno arroccata e avviluppata nell’agire pastorale, organizzativo, prospettico, che finora l’ha caratterizzata. L’Instrumentum Laboris, approvato dal Consiglio Presbiterale, sarà messo a disposizione per tutti coloro - parrocchie, movimenti, gruppi ecc. - che intendono offrire un loro contributo.

Le Assemblee sinodali sono cinque, composte da 100/120 delegati e si ritroveranno in questi luoghi geografici: Concordia, Pordenone, Roveredo, San Vito, Spilimbergo. La dislocazione geografica cerca di favorire la partecipazione dei delegati, senza imporre gravosi e onerosi spostamenti.

A sua volta ogni Assemblea d’area è suddivisa in tre gruppi di lavoro di 30/40 persone e ciascun gruppo dibatterà uno dei temi presenti nella specifica area geografica. I vari delegati, confrontandosi con l’Unità pastorale di appartenenza, sceglierà liberamente a quale Assemblea d’area iscriversi e a quale gruppo tematico partecipare.

In ogni Assemblea d’area ci saranno tre aree tematiche da discutere, che verranno presentate dalla Segreteria generale agli inizi di settembre 22’.

Il Vademecum offre poi precise indicazioni del come si realizzeranno i primi due incontri, che hanno singolari denominazioni: "Conversazione Spirituale" e " World cafè". Certamente il lavoro che si prospetta per ogni singolo gruppo e le attese specifiche sono esigenti ed elevati. Il buon andamento dei lavori è affidato al moderatore d’area e ai facilitatori.

Nella consapevolezza che ostacoli, intoppi, stanchezze sono propri di ogni attività umana condivisa ci può essere anche l’aiuto di esterni per così riprendere e proseguire il cammino, dentro un confronto libero e sincero.

La conclusione dei lavori di Area, senza poter ora entrare nel dettaglio, avverrà nell’ultimo incontro dove si presenteranno le sintesi in forma di propositiones attorno a delle parole chiave.

Nel vademecum troviamo all’appendice n. 1 il calendario dei diversi incontri, questo permette alle diverse programmazioni pastorali diocesana, parrocchiale e dei diversi gruppi, aggregazioni, realtà di non sovrapporsi per dare la necessaria e dovuta priorità all’attività sinodale. Le appendici n. 2 e 3 descrivono i metodi della "Conversazione Spirituale" e del "World cafè". Infine nell’appendice n. 4 vengono offerti degli spunti di lettura in preparazione alle Assemblee di area. Certamente ad una prima esposizione e lettura il tutto sembra assai articolato e complesso, ma prendendo confidenza con il vademecum tante perplessità e preoccupazione verranno facilmente superate.

Al termine della serata, dopo la recita del Padre nostro, è stato consegnato ai partecipanti un ulteriore omaggio: un quaderno/agenda per segnare i vari lavori, pensieri, proposte ecc. che caratterizzeranno l’attività dei delegati sinodali nel prossimo anno pastorale.

Diac. G Mauro Dalla Torre

Delegato vescovile per la cultura




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