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  • Calendario.Spilimbergo | pastoralepn

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  • News | pastoralepn

    Multimedia Foto e video degli appuntamenti. Notizie Aggiornamenti, appuntamenti e comunicazioni ufficiali. Stampa Tutti gli articoli e le uscite sui quotidiani e riviste.

  • Papa Francesco | pastoralepn

    DAL MAGISTERO PONTIFICIO - Dall’Esortazione Apostolica di Francesco Evangelii Gaudium (2013): ​ La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia. In questa Esortazione desidero indirizzarmi ai fedeli cristiani, per invitarli a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia e indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni. http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html ​ - Dal discorso di Papa Francesco al Convegno di Firenze (novembre 2015): ​ Cari fratelli e sorelle, nella cupola di questa bellissima Cattedrale è rappresentato il Giudizio universale. Al centro c’è Gesù, nostra luce. L’iscrizione che si legge all’apice dell’affresco è “Ecce Homo”. Guardando questa cupola siamo attratti verso l’alto, mentre contempliamo la trasformazione del Cristo giudicato da Pilato nel Cristo assiso sul trono del giudice. http://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2015/november/documents/papa-francesco_20151110_firenze-convegno-chiesa-italiana.html ​ - Dal discorso di Papa Francesco alla Curia romana (dicembre 2020): ​ Il Natale di Gesù di Nazaret è il mistero di una nascita che ci ricorda che «gli uomini, anche se devono morire, non sono nati per morire, ma per rincominciare». http://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2020/december/documents/papa-francesco_20201221_curia-romana.html ​ - Dal discorso di Papa Francesco per i 60 anni dell’ UCN (gennaio 2021): ​ http://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2021/january/documents/papa-francesco_20210130_ufficio-catechistico-cei.html

  • Documenti visita | pastoralepn

    Visita Pastorale 2017-2020 per info: Segretario generale, d. Andrea Vena - cell. 3491554726 visitapastoralepn@gmail.com DOCUMENTI UFFICIALI DECRETI, PREGHIERA, CALENDARIO GENERALE, INNO DELLA VISITA BOLLA d'indizione della Visita pastorale 2017-2020 ​ LETTERA di indizione della Visita pastorale ​ PREGHIERA per la Visita pastorale ​ DECRETO di nomina del Segretario generale e della Segreteria DECRETO dei Convisitatori della Visita pastorale ​ CALENDARIO generale della Visita pastorale ​ INNO per la visita pastorale (testo) INNO per la visita pastorale (partitura 6pagine) INNO per la visita pastorale (due voci) INNO per la visita pastorale (polifonia) Inno per la visita pastorale (partitura) Inno per la visita pastorale MP3 Inno per la visita pastorale - V. Zoccatelli 00:00 / 00:00

  • IL POPOLO n. 19 del 09.05.2021

    < Back IL POPOLO n. 19 del 09.05.2021 IL POPOLO ​ L’assemblea sinodale: cos’è Una Chiesa di tutti i battezzati in cammino e in ascolto reciproco L’assemblea sinodale: cos’è Una Chiesa di tutti i battezzati in cammino e in ascolto reciproco Trattandosi del cammino di un corpo in movimento, qual è la Chiesa diocesana, non si può pretendere di avere già tutto chiaro e pronto. Il mettersi in cammino implica l’accettazione di una certa dose di precarietà che non va confusa con la debolezza. Piuttosto è duttilità, che è apertura all’inedito dello Spirito Santo sempre pronto a soccorrere chi lo invoca. Si chiama ’assemblea’ per questo . Come insegna la Scrittura, nell’esperienza di essere ’assemblea’ che loda e prega, il Signore si rende manifesto e rende tangibili i suoi prodigi. Quanto ci apprestiamo a vivere come Diocesi non vuole essere propriamente un Sinodo . Questa è un’istituzione che affonda le sue più antiche radici nel II secolo, quando i primi vescovi dell’Asia minore - l’attuale Turchia, culla del cristianesimo nascente - si riunivano per discutere e trovare soluzioni comuni a singoli problemi. Nel tempo tale esperienza ha avuto edizioni diverse fino ad ottenere una odierna codificazione ben articolata con norme bilanciate e vincoli precisi. La stessa parola Sinodo, sia in greco che in latino, viene tradotta ’Concilio’ e designa la riunione dei vescovi della Chiese che fanno il punto della situazione sulla salute della vita ecclesiale nel loro tempo. L’ultima esperienza è stata quella del Vaticano II che ha ancora tanto da insegnare e i cui testi chiedono di essere studiati, approfonditi e applicati in modo ancor più deciso. Paolo VI ha voluto mantenere lo spirito di quell’evento straordinario istituendo i Sinodi dei vescovi che si riuniscono puntualmente, ormai da più di cinquant’anni, su singoli problemi della Chiesa. Nel 2022 papa Francesco ha posto come tema il senso di sinodalità della Chiesa. Se dovessimo tradurre in termini più che semplificati: un sinodo per capire come la Chiesa può essere permanentemente sinodo. L’esperienza di cammino ecclesiale che il nostro vescovo Giuseppe ci chiede è invece un’assemblea sinodale , dove si vuole arrivare a prendere decisioni, ma con un metodo, appunto sinodale, che non riguardi solo chi ha qualche compito nella vita della Chiesa, ma riesca a coinvolgere tutto il popolo di Dio, e anche chi non ne fa parte, per mettersi in quell’atteggiamento di ascolto profondo, disponibile e cordiale ad ogni sussurro dello Spirito Santo. In questo senso l’assemblea sinodale non può essere confusa con un’assemblea sindacale o come un’edizione di una qualche esperienza democratica di qualche nazione. Non si tratta di dar voce a partiti e fazioni , né si tratta di trovare maggioranze e alleanza frutto di tatticismi che nulla hanno a che fare la strategia potente e superiore dello Spirito, che sa creare armonia tra le differenze e sa comporre in unità i carismi più diversi. L’Assemblea sinodale vuole essere esperienza dello Spirito nel nostro oggi culturale e sociale, perché ogni persona si senta coinvolta nell’opera di evangelizzazione. Non c’è uno che ascolta e prende appunti per gli altri. Piuttosto tutti, ascoltandosi, sono chiamati a prendere consapevolezza del dono che ciascuno è per gli altri e, insieme, trovare le soluzioni più opportune perché i doni non vengano dispersi, ma raccolti e composti in un’unità superiore. Perciò, come insegna il Papa nella EvangeliiGaudium , la realtà, che già c’è, illuminata dallo Spirito e accolta nell’ascolto reciproco, è più grande dell’idea che può venire dal singolo, per quanto acculturato o carico di autorità. Tutti siamo chiamati a metterci in ascolto di quanto lo Spirito suggerisce alla nostra Chiesa, perché ciascuno faccia la sua parte ad edificare il corpo di Cristo che, come ricorda San Paolo in 1Cor 12, è fatto di diverse membra con diverse funzioni. Accogliere l’invito a vivere l’Assemblea sinodale è un modo significativo per testimoniare il vangelo di Gesù offerto a tutti, perché ciascuno possa diventare dono per la Chiesa e per il mondo Maurizio Girolami Segretario generale Il mettersi in cammino implica l’accettazione di una certa dose di precarietà che non va confusa con la debolezza. Piuttosto è duttilità, che è apertura all’inedito dello Spirito Santo sempre pronto a soccorrere chi lo invoca L’esperienza di cammino ecclesiale che il nostro vescovo Giuseppe ci chiede è un’assemblea sinodale, dove si vuole arrivare a prendere decisioni, ma con un metodo, appunto sinodale, che non riguardi solo chi ha qualche compito nella vita della Chiesa DAL DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO (17 OTTOBRE 2015) Commemorazione del 50° anniversario dell’istituzione del Sinodo dei Vescovi "Il mondo in cui viviamo, e che siamo chiamati ad amare e servire anche nelle sue contraddizioni, esige dalla Chiesa il potenziamento delle sinergie in tutti gli ambiti della sua missione. Proprio il cammino della sinodalità il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio. Quello che il Signore ci chiede , in un certo senso, è già tutto contenuto nella parola "Sinodo". Camminare insieme- Laici, Pastori, Vescovo di Roma - è un concetto facile da esprimere a parole, ma non così facile da mettere in pratica. Dopo aver ribadito che il Popolo di Dio è costituito da tutti i battezzati chiamati a" formare una dimora spirituale e un sacerdozio santo", Il Concilio Vaticano II proclama che "la totalità dei fedeli, avendo l’unzione che viene dal Santo (cfr 1 Gv 2,20.27),non può sbagliarsi nel credere, e manifesta questa sua proprietà mediante il senso "I soprannaturale della fede di tutto il Popolo, quando "dai Vescovi fino agli ultimi Fedeli laici "mostra l’universale suo consenso in cose di fede e dimorale". Quel famoso infallibile "in credendo". Nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium ho rilevato come "il Popolo di Dio è santo in ragione di quest’unzione che lo rende infallibile in credendo", aggiungendo che "ciascun Battezzato, qualunque sia la sua funzione nella Chiesa e il grado d’istruzione della sua fede, è un soggetto attivo di evangelizzazione e sarebbe inadeguato pensare a uno schema di evangelizzazione portato avanti da attori qualificati in cui il resto del Popolo fedele fosse solamente recettivo delle loro azioni". Il sensusfidei impedisce di separare rigidamente tra Ecclesia docens ed Ecclesia discens, giacché anche il Gregge possiede un proprio "fiuto" per discernere le nuove strade che il Signore di schiude alla Chiesa[…]. Una Chiesa sinodale è una Chiesa dell’ascolto , nella consapevolezza che ascoltare "è più che sentire". È un ascolto reciproco in cui ciascuno ha qualcosa da imparare.[…]La sinodalità, come dimensione costitutiva della Chiesa, ci offre la cornice interpretativa più adeguata per comprendere lo stesso ministero gerarchico. Se capiamo che, come dice san Giovanni Crisostomo, "Chiesa e Sinodo sono sinonimi "[19] – perché la Chiesa non è altro che il "camminare insieme" del Gregge di Dio sui sentieri della storia incontro a Cristo Signore- capiamo pure che al suo interno nessuno può essere "elevato" al di sopra degli altri. Al contrario, nella Chiesa è necessario che qualcuno "si abbassi" per mettersi al servizio dei fratelli lungo il cammino. Gesù ha costituito la Chiesa ponendo al suo vertice, il Collegio apostolico, nel quale l’apostolo Pietro è la "roccia" (cfr Mt 16,18), colui che deve "confermare" i fratelli nella fede (cfr Lc 22,32). Ma in questa Chiesa, come in una piramide capovolta, il vertice si trova al di sotto della base. Per questo coloro che esercitano l’autorità si chiamano "ministri": perché, secondo il significato originario della parola, sono i più piccoli tra tutti. È servendo il Popolo di Dio che ciascun Vescovo diviene, perla porzione del Gregge a lui affidata, vicarius Christi [20], vicario di quel Gesù che nell’ ultima cena si è chinato a lavare i piedi degli apostoli (cfrGv 13,1-15).E, in un simile orizzonte, lo stesso Successore di Pietro altri non è che il servusservorum Dei [21].Non dimentichiamolo mai! Per i discepoli di Gesù, ieri oggi e sempre, l’unica autorità è l’autorità del servizio , l’unico potere è il potere della croce, secondo le parole del Maestro: "Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo"(Mt20,25-27). Tra voi non sarà così: in quest’espressione raggiungiamo il cuore stesso del mistero della Chiesa- "tra voi non sarà così" – e riceviamo la luce necessaria per comprendere il servizio gerarchico". Quello che il Signore ci chiede, in un certo senso, è già tutto contenuto nella parola "Sinodo". Camminare insieme - Laici, Pastori, Vescovo di Roma - è un concetto facile da esprimere a parole, ma non così facile da mettere in pratica Previous Next

  • Verbali Riunioni | pastoralepn

    Nessun Contenuto Lunedì 4:30 pm Nessun Contenuto Nessun Contenuto Martedì 10:00 Nessun Contenuto Nessun Contenuto Sabato 11:30 am Nessun Contenuto

  • IL POPOLO n. 11 del 20.03.2022

    IL POPOLO n. 11 del 20.03.2022 < Back Verso l’assemblea sinodale Azione cattolica diocesana Un cammino di domande aperte IL POPOLO Verso l’assemblea sinodale Azione cattolica diocesana Un cammino di domande aperte Come percorso sinodale, come Azione Cattolica diocesana, abbiamo pensato di affidare alcune domande proposte nel secondo quaderno del testo diocesano "Rimessi in cammino per un nuovo annuncio del Vangelo" ai singoli settori (Giovani e Adulti, all’ACR, al consiglio diocesano, ai presidenti parrocchiali e anche ai nostro soci impegnati nella amministrazioni comunali per raccogliere anche la loro esperienza. In seguito raccoglieremo le risposte e faremo una sintesi da inviare alla segreteria diocesana del Sinodo. Abbiamo scelto alcune domande generali per tutti: 12.1 Quali sono le domande e i bisogni importanti che cogliamo nel nostro tempo a partire da quanto accade (e con i quali la Chiesa dovrebbe confrontarsi); 12.2 Quali segni di Vita cogliamo. Dove scorgiamo l’azione e il richiamo dello Spirito in questo tempo; 19.1 Quali sono le sorgenti della nostra fede. Come alimentare il nostro sentirci comunità Chiesa, essere comunione, condivisione; E alcune altre domande specifiche in base ai percorsi che ciascun settore (giovani/adulti) e l’ACR, il consiglio diocesano stanno svolgendo in quest’anno associativo o al tipo di esperienza (es. ai presidenti parrocchiali per promuovere il percorso sinodale nelle proprie associazioni) sulle seguenti tematiche: - EVANGELIZZAZIONE: quali scelte fare per annunciare e trasmettere il Vangelo a partire dal coinvolgimento dei genitori, -FAMIGLIE come le famiglie possono essere aiutate a vivere con più consapevolezza il dono ricevuto nel matrimonio a come mettersi in ascolto delle situazioni di "irregolarità" affettiva. - GIOVANI: Quali proposte posso essere attuate dai giovani e per i giovani in una comunità cristiana, perché siano protagonisti della loro crescita umana, affettiva e spirituale e così possano scoprire il dono che Dio ha fatto loro per il bene del mondo - AMBIENTE: cambiamenti climatici, le guerre in molte parti del mondo, provocano migrazioni di popoli di diverse culture e appartenenze religiose. Come la comunità cristiana si sente coinvolta, annunciando il Vangelo a partire dall’essere accogliente verso queste situazioni. Quale segni concreti porre perché il nostro essere cristiano sia in dialogo con tutti. -FORME DI POVERTA’: come mantenere attenzione nei confronti di nuove forme di povertà che oggi minacciano la pace sociale e la dignità delle persone, di chi vive la malattia, il lutto - TEMI "ETICI": Quali occasioni di dialogo e confronto creare fra quanti hanno diverse opinioni a livello etico, così diffuse e confuse nella società di oggi? Come la comunità cristiana può portare il suo contributo sereno ed evangelico dentro tali dialoghi? - COMUNITA’ ECCLESIALE: Quali scelte fare nelle parrocchie per rendere i Consigli Pastorali Parrocchiali e i Consigli di Unità Pastorale luoghi di autentica e fattiva corresponsabilità? Come la comunità ecclesiale e la società posso aiutare il vescovo a vivere l’essere segno di unità e di sollecitudine verso tutti, di modo che nessuno venga dimenticato o si senta emarginato? Quali posso essere le priorità imprescindibili che ogni presbitero è chiamato a custodire e coltivare per il bene della Chiesa e, di conseguenza, quali mansioni, attività o impegni è necessario che tralasci? Quale può essere oggi il contributo del cristiano e delle comunità ecclesiali alla formazione di una società più giusta ed equa per far maturare in tutti il senso di cittadinanza e partecipazione alla cosa pubblica? I lavori sono in corso, ne raccoglieremo i risultati. Paola Colussi Presidente diocesana Azione Cattolica Abbiamo pensato di affidare alcune domande proposte nel secondo quaderno del testo diocesano "Rimessi in cammino per un nuovo annuncio del Vangelo"ai singoli settori (Giovani e Adulti, all’ACR), al consiglio diocesano, ai presidenti parrocchiali e anche ai nostro soci impegnati nella amministrazioni comunaliper raccogliere anche la loro esperienza. In seguito raccoglieremo le risposte e faremo una sintesi da inviare alla segreteria diocesana del Sinodo Identità culturale, religione e fede una sinodalità possibile? A molti è parso che il cammino sinodale voluto fermamente da Papa Francesco per tutta la Chiesa sia una delle sue fantasiose creazioni poco radicate nella realtà. Infatti ancora troppe persone, compresi membri del clero, resistono a lasciarsi coinvolgere dentro un’esperienza di Chiesa che oggi è necessario vivere per esistere. Diventa tanto più chiaro alla luce della guerra di questi giorni. Non bastava il terribile dolore che si è abbattuto su milioni di persone, le più fortunate in fuga, ma in maniera ancora più sconvolgente, si vengono ad aggiungere le parole di un vescovo, primate di tutte le Russie , che sostiene la guerra e la giustifica con collegamenti che hanno poca familiarità con le basi della logica. A detta sua, infatti, la distruzione della vita umana, che è quello che cade sotto i nostri occhi, non è lo scopo voluto da questa guerra; piuttosto la guerra è contro la cultura imperante che vuole togliere ogni identità culturale ai popoli che si riconoscono in determinati valori additati come cristiani. È chiaro a tutti che il ragionamento di questo vescovo è insostenibile e non si capisce come da una capo religioso, formato all’intelligenza del vangelo dell’inerme crocifisso, possano uscire parole che giustificano e sostengono la violenza. Cristianamente è inaccettabile e non vi è affermazione o esempio dato da Gesù che possa avvallare tali dichiarazioni, chiamate omelie. Mai Gesù ha fatto suo lo stile della violenza e del procurare la morte. Mai! Pur vestito da capo religioso, questo vescovo si è atteggiato a esperto politico, accusando genericamente il mondo occidentale di aver tradito le proprie radici cristiane. Infatti la nostra cultura avrebbe sostituto i valori di moralità fondati sulla legge divina con i disvalori di una cultura antropologicamente debole, perché incapace di chiamare i peccati con il proprio nome. Non è la prima volta, nella storia del cristianesimo , che si vede usare l’appartenenza religiosa per coprire un problema di identità culturale. Questa si forma con la pazienza dello studio e dell’ascolto, non la prepotenza della violenza e delle armi. La fede in Cristo può essere ridotta a un problema di appartenenza culturale? Se l’essere cristiani è solo un problema di identità culturale, allora non ha più senso credere alla missione degli apostoli, alla cattolicità della Chiesa, alla paternità universale di Dio. Il vangelo, in duemila anni, è stato sempre principio di discernimento dentro ogni cultura, perché si impari a valutare tutto e a tenere ciò che è buono (1Tessalonicesi 5,21-22). È questo il primo principio della morale cristiana che si trova nel più antico testo scritto dall’apostolo Paolo. La forma sinodale che papa Francesco intende dare a tutta la Chiesa vuole uscire dalle strettoie di un’identificazione tra fede in Cristo e cosiddette culture cristiane. Queste ultime esprimono la propria fede nel contesto dei propri codici culturali, ma la fede in Cristo è un dono per tutti. Se in nome della propria appartenenza religiosa o culturale si riuscisse a vanificare la croce di Cristo, dono gratuito della paternità di Dio per tutta l’umanità, allora qui non si fa il gioco di colui che vince, ma di colui che ha sempre perso. L’esperienza sinodale è una grande sfida che chiede a tutti i credenti di essere memoria non di tradizioni umane, ma di essere segni viventi del crocifisso risorto che non ha mai avuto paura di confrontarsi con nessuna persona né di fronteggiare alcun prodotto della mente umana. Le culture dei popoli e l’identità di ciascuna persona crescono con la luce mite del vangelo e con il calore della carità, non con il fuoco incrociato dei cannoni. Questa situazione ci spinge a metterci dentro, con maggior tenacia, dentro il cammino sinodale, perché, per noi che siamo ben al di qua del Volga, ignorare questo stile, oggi necessario, vuol dire rifiutare la possibilità di vivere il vangelo nel nostro tempo. E se non possiamo viverlo oggi, quando? Maurizio Girolami Segretario generale Le parole del patriarca di tutte le Russie lasciano sconcertati. Non è la prima volta, nella storia del cristianesimo, che si vede usare l’appartenenza religiosa per coprire un problema di identità culturale. Ma mai Gesù ha fatto suo lo stile della violenza e del procurare la morte. Mai! Previous Next

  • Video | pastoralepn

    Video I nostri sacerdoti ci aiutano a comprendere il Giubileo per viverlo al meglio. Don Maurizio Girolami Giubileo - aspetti biblici Mons. Orioldo Marson Giubileo - aspetti teologici Mons. Otello Quaia Giubileo - aspetti storici Mons. Gisuè Tosoni Giubileo - aspetti ecumenici Don Chino Biscontin Giubileo - le opere della misericordia Mons. Roberto Laurita Giubileo - aspetti pastorali

  • IL POPOLO n. 16 del 24.04.2022

    IL POPOLO n. 16 del 24.04.2022 < Back Verso l’assemblea sinodale: i tempi La nuova fase: cinque sotto assemblee territoriali in cui lavorano i 600 delegati scelti per la tappafinale IL POPOLO Verso l’assemblea sinodale: i tempi La nuova fase: cinque sotto assemblee territoriali in cui lavorano i 600 delegati scelti per la tappafinale Il cammino verso l’assemblea sinodale, cominciato già un anno fa, si snoda adesso verso una nuova fase: quella che vedrà tutti i delegati che comporranno l’Assemblea, lavorare in "piccole" assemblee di area che si svolgeranno in cinque zone diverse del nostro territorio diocesano: Concordia, Pordenone, Roveredo, Spilimbergo, San Vito. A seguito delle indicazioni che ci sono giunte dalle varie Unità Pastorali e dalla pronta risposta di associazioni e varie realtà diocesane, si è definito il numero di 600 delegati che prenderà parte ai lavori dell’Assemblea Sinodale. Anzitutto è doveroso dire il nostro grazie a ciascuno per l’impegno e la passione che da subito avete mostrato. Ciò che ci attende è un cammino di costante ascolto e di preghiera, certi che sarà lo Spirito Santo a guidare ogni nostro passo in questo processo di rinnovamento di tutta la Chiesa e in particolare della nostra Chiesa di Concordia-Pordenone. Papa Francesco non si stanca di invitarci a vivere lo spirito del Concilio Vaticano II, per essere una Chiesa che diffonde la gioia del Vangelo, perché la gioia della Chiesa è evangelizzare. Stiamo ultimando la fase di Ascolto, che ci ha visti impegnati per circa un anno. Sono stati tanti i contributi giunti da più parti della nostra diocesi. Non solo parrocchie: sono stati numerosi i contributi da parte di Pro Loco, amministrazioni comunali, mondo del volontariato, associazionismo cattolico e non, scuola, mondo del lavoro. Attraverso l’iniziativa #tiascolto sono state distribuite più di 60 scatole in diversi punti della provincia di Pordenone dove la gente ha potuto lasciare il proprio pensiero rispetto alla Chiesa e alle parrocchie. Non è stato un lavoro facile ma grazie all’impegno di numerose persone abbiamo raccolto tanto materiale. Sulla base di quanto emergerà dalla lettura di questi contributi ricevuti, verrà realizzato l’Istrumentum Laboris che accompagnerà il cammino dell’Assemblea Sinodale per area (da ottobre 2022 a maggio 2023), nella quale i delegati avranno la responsabilità di farsi voce dello Spirito per il bene delle nostre comunità cristiane, offrendo le ’proposizioni’ per l’Assemblea unitaria conclusiva. Perché i delegati possano prepararsi al meglio, prima di accedere alla fase delle assemblee di area, la Segreteria Generale si è preoccupata di organizzare due serate formative che si terranno presso l’Oratorio della parrocchia San Pietro di Cordenons (Sclavons). - La prima sarà venerdì 29 aprile, dalle ore 20.30 alle 22.15, dopo un tempo di preghiera e di invocazione dello Spirito, Stefano Bucci del "Centro Studi Missione Emmaus" di Roma, ci aiuterà nella riflessione per entrare nel vero clima e stile sinodale. - La seconda sarà venerdì 27 maggio, sempre dalle 20.30 alle 22.15, dove saranno presentati i temi e il funzionamento delle Assemblee sinodali di area che cominceranno con il prossimo ottobre. Alex Zappalà Vice-segretario della Segreteria Generale Nuova fase: tutti i delegati che comporranno l’Assemblea, lavorare in "piccole" assemblee di area che si svolgerannoin cinque zone del nostro territorio diocesano: Concordia, Pordenone, Roveredo, Spilimbergo e San Vito A seguito delle indicazioni che ci sono giunte dalle varie Unità Pastorali e dalla pronta risposta di associazioni e varie realtà diocesane, si è definito il numero di 600 delegati che prenderà parte ai lavori dell’Assemblea Sinodale #TIASCOLTO Abbiamo bisogno del tuo aiuto! Rispondendo alle due domande ci aiuterai a creare una Chiesa al passo con i tempi come Papa Francesco auspica: “Una Chiesa sinodale è una Chiesa dell’ascolto, nella consapevolezza che ascoltare ‘è più che sentire’. È un Ascolto reciproco in cui ciascuno ha qualcosa da imparare. Solo volgendo lo sguardo verso l'orizzonte possiamo rinnovare davvero la nostra pastorale e adeguarla alla missione della Chiesa nel mondo di oggi; solo così possiamo affrontare la complessità di questo tempo, riconoscenti per il percorso compiuto e decisi di continuarlo con speranza”. 1. Cosa chiedi tu alla Chiesa oggi? Come potrebbero le nostre parrocchie rinnovarsi, guardando al futuro? 2. Se ti senti lontano dalla Chiesa, perchè? Si può rispondere dal sito de Il Popolo = www.ilpopolopordenone.it o quello della Diocesi = https://diocesi.concordia-pordenone.it Previous Next

  • Quaresima 2017 | pastoralepn

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