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  • Popolo Pordenone | pastoralepn

    Avvenire, 15 aprile 2018 Il Popolo dell'11 marzo 2018 I l Popolo del 4 marzo 2018 Il Popolo del 25 febbraio 2018 Il Popolo del 18 febbraio 2018 Il Popolo dell'11 febbraio 2018 Il Popolo del 4 febbraio 2018 Il Popolo del 28 gennaio 2018 Il Popolo del 21 Gennaio 2018, pag 1 Il Popolo del 21gen, pag 11 Il Popolo del 21 gen, pag 33 Il Popolo del 21 gen, pag 34 Il Popolo del 21 gen, pag 35 Il Popolo del 14 Gennaio 2018, pag ​ Il Popolo del 14 Gennaio 2018, pag ​ Il Popolo del 14 Gennaio 2018, pag ​ ​ ​

  • IL POPOLO n. 48 del 19.12.2021

    < Back IL POPOLO n. 48 del 19.12.2021 IL POPOLO ​ Verso l’assemblea Il cammino sinodale è in dialogo con il mondo Verso l’assemblea Il cammino sinodale è in dialogo con il mondo La macchina organizzativa del cammino sinodale si è messa in moto, pur tra qualche incertezza ed anche qualche resistenza. Come previsto nel Terzo quaderno (Il Regolamento), appena pubblicato, nei mesi di dicembre 2021-marzo 2022 si avvieranno tanti focus per confrontarsi sulle innumerevoli piste tematiche e proposte presentate nel Secondo quaderno. Si è ben consapevoli, come ha evidenziato il vescovo nell’incontro con il clero del 9 dicembre, che l’ascolto ad intra è più agevole, più semplice da organizzare e più familiare anche negli esiti possibili. Si tratta infatti di confrontarsi tra catechisti, operatori pastorali, CPP, cori, operatori liturgici ecc. E’ l’ascoltoad extra il più complesso da organizzare perché vanno non solo individuate le tipologie dei destinatari, ma bisogna pure sondarne le disponibilità e reperirle oltre a preparare delle tracce di lavoro e confronto (sempre a partire dal Secondo quaderno) rispettose, agevoli, agopunturali… Come in un sogno sarebbe bello che ci si potesse confrontare su ambiti particolarmente impegnativi, forse innovativi, talaltro anche sconcertanti. Venga recepito in questa sede solo come un esercizio di riflessione virtuale. Papa Francesco nel suo discorso di avvio del V Convegno ecclesiale di Firenze invitava i delegati a osservare il Giudizio universale presente nella Cattedrale di Firenze. All’apice si trova il Cristo trionfante ma con i segni della passione e perché tutti ben comprendano vi è la scritta "Ecce homo", per ridire a tutte le generazioni che "Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui" (Gv 3,17). Continua il papa: "Nella luce di questo Giudice di misericordia […] possiamo parlare di umanesimo […]. È la contemplazione del volto di Gesù morto e risorto che si ricompone la nostra umanità, anche quella frammentata per le fatiche della vita, o segnata dal peccato. […] Gesù è il nostro umanesimo". UN PRIMO CONFRONTO Un primo confronto con il mondo è quello di dirci che cosa possiamo fare insieme per ricostruire un nuovo umanesimo capace di misericordia, di tenerezza, di perdono verso l’uomo e la donna d’oggi. La riflessione sarà ponderosa e le scelte di realtà potranno essere formidabili ed innovative. È ineludibile un confronto con i luoghi di produzione culturale (Università, Scuole, Centri di ricerca …) per ridirci chi sia l’uomo nella sua essenza e nel suo nucleo indefettibile per poi operare di conseguenza negli ambiti del lavoro, della famiglia/e, della affettività/sessualità, del tempo libero, della cittadinanza, della malattia/sofferenza e morte (Cfr. Messaggio finale del Convegno di Verona). Sarà un ascolto-confronto autentico facendo spazio a quanto l’altro ci va dicendo e svuotandoci dei nostri schemi mentali, dei nostri pregiudizi, dei nostri muri. Ci vorrà tempo, tenacia e pazienza a partire da noi stessi, ma non possiamo più traccheggiare. UN SECONDO CONFRONTO Un altro spazio di riflessione/confronto , che peraltro emerge anche nei consueti e comuni dialoghi, riguarda le modalità d’uso dei beni della chiesa a favore degli ultimi, delle famiglie, dei giovani. Non si tratta di perseguire un pauperismo d’antan , si tratta di editare nuove motivazioni, scopi, finalità che vanno incontro all’uomo d’oggi con umiltà e disinteresse, "perché l’umanità del cristiano è sempre in uscita. Non è narcisistica, autoreferenziale" (Papa Francesco, Discorso di avvio Convegno di Firenze). Le nuove forme hanno da incrociare il governo della cosa pubblica, in un intenso dialogo a favore di tutti, avendo ben presente quanto il papa in Evangelii gaudium, 49 ci suggerisce spronandoci: "[Evitiamo] di rinchiuderci nelle strutture che ci danno una falsa protezione". E in merito al governo della cosa pubblica senz’altro fecondo potrà essere il confronto, che non significa voler riesumare antichi collateralismi, ma sorretto dalla consapevolezza di fare nostro quanto scrive san Paolo ai Filippesi "Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri" (Fil 2,4). L’opzione per i poveri non è il pallino (inteso come idea fissa, mania …) del papa (e molti lo pensano) perché i poveri sono, con una plasticità unica, la carne di Cristo; cosa ne conseguirà? UN TERZO CONFRONTO Non ultimo sarebbe importante riprendere la riflessione e le conseguenti scelte sull’educare. L’episcopato italiano per il decennio 2010-2020 offriva alcune linee di fondo sull’educazione con il documento "Educare alla vita buona del Vangelo". Invero non s’è fatto molto. Pur essendo un documento lucido e stimolante è andato nel dimenticatoio, come molto spesso accade a tanti documenti magisteriali. Parlare di emergenza educativa è del tutto pleonastico . Con il mondo, con chi ha cura delle nuove generazioni s’ha da fare un nuovo patto, rispettoso della storia e delle appartenenze di ognuno ma con la chiara volontà di operare sinergicamente a favore dei ragazzi e ragazze d’oggi, nostro futuro. Il papa a Firenze ha parlato di sogno e invitava tutte le chiese e comunità cristiane "ad avviare in modo sinodale un approfondimento della Evangelii gaudium, per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni…". Ci siamo. diac. G. Mauro Dalla Torre Delegato vescovile per la Cultura Nei mesi di dicembre 2021-marzo 2022 si avvieranno tanti focus per confrontarsi sulle innumerevoli piste tematiche e proposte presentate nel Secondo quaderno Come in un sogno sarebbe bello che ci si potesse confrontare su ambiti particolarmente impegnativi, forse innovativi, talaltro anche sconcertanti INCONTRO IN SEMINARIO DIOCESANO Un cammino sinodale condiviso per promuovere una "conversione pastorale" Giovedì 9 dicembre i sacerdoti si sono incontrati nell’auditorium del Seminario, nel rispetto delle attuali disposizioni anti Covid, per mettere a fuoco il tema della sinodalità, col vescovo Giuseppe; il biblista don Maurizio Girolami che ha introdotto l’incontro; don Davide Brusadin, del servizio informatico, con la trasmissione su schermo. IL VESCOVO GIUSEPPE Il vescovo Pellegrini ha condiviso quanto in precedenza aveva approfondito con i membri del Consiglio Presbiterale, giovedì 2 dicembre. Queste le premesse. 1. Il tempo presente richiede , a quanti vogliono "essere Chiesa, di avvicinarsi alla realtà, cogliendo opportuni spunti di spiritualità e rinnovamento, e traducendoli in scelte pastorali, che pongano al centro il messaggio di Gesù Cristo e l’impegno a favore delle situazioni di fragilità". Creando ponti di collaborazione con l’uomo di domani, rendendo la vita di fede sempre più adeguata al dibattito culturale in corso. 2. "Interrogarsi sulle scelte alle quali dare la precedenza", come egli stesso cerca di fare, in questi 11 anni di presenza in diocesi, lieto di maturare una relazione sempre più attenta alle persone e ai tempi, lasciandosi guidare dalla Parola di Dio e dall’azione dello Spirito Santo. 3. Vivendo e auspicando che l’attuale situazione "offra la possibilità a tutti i consacrati e ai laici, di maturare una più profonda consapevolezza dell’essere ’credenti ed evangelizzatori’, sullo stile di quanto Papa Francesco ha scritto nell’Evangelii Gaudium (n 120): In base al battesimo, ogni membro del Popolo di Dio è soggetto attivo dell’evangelizzazione, vivendo lo spirito missionario". Contenuti. "Si tratta di vivere il proprio essere Chiesa, da testimoni che si rinnovano grazie al cammino di fede. Nella consapevolezza che il Vangelo non si annuncia da seduti, ma in cammino" (Papa Francesco, ai Vescovi, 8 settembre 2018). Con lo spirito del Vangelo siamo chiamati ad un’autentica conversione, nel cogliere le esigenze dell’uomo d’oggi (n 236-37 della Evangelii Gaudium). È qui che si colloca lo spirito di "sinodalità". Anche se ci si sente impreparati, è bene non lasciarsi spaventare. "Si vince la paura grazie al cambiamento . Cambiare significa guidare senza il navigatore e senza cartina stradale, allontanandosi dal tragitto di tutti i giorni". Come fare? "O si trova una strada, o se ne costruisce una". È la dinamica del "convertitevi e credete al Vangelo" (Marco 1,15). Si tratta di promuovere una "conversione pastorale , fatta di un rinnovato ascolto". L’ascolto non è una "premessa", ma fa già parte della sinodalità. ALTRI INTERVENTI Tra gli interventi, condivisi anche la sera, coi vice presidenti dei Consigli pastorali parrocchiali, assieme ad alcuni altri laici, si sottolinea il contributo di Anita Cervi , responsabile della formazione dello spirito missionario, col Centro Unitario per la formazione Missionaria, di Verona. Oltre a condividere la vita familiare , col marito e quattro figli, svolge il ruolo di "facilitatrice" , nel dialogo ecclesiale. È consapevole che "il mio punto di vista, è solo il punto di vista, di un punto", e non l’universalità dei punti di vista". Esiste una differenza tra l’ascoltare con le orecchie e ascoltare col cuore. Occorre l’accoglienza dell’altro , anche col viso e la corporeità. La sintonia con le persone e col creato nasce dalla consapevolezza che sgorga dallo spirito di accoglienza, dal saper fare posto all’altro. È utile conoscere anche i pregiudizi che ci sono in noi, che possono fare da ostacolo all’ascolto empatico. Si acquisisce maturando la capacità di far rimbalzare nel proprio cuore quanto dicono gli altri e come lo dicono. Elle Ci Previous Next

  • Calendario.Azzano | pastoralepn

    CALENDARIO DI FORANIA ​ ​ ​ ​ ​ CALENDARIO DELLE SINGOLE PARROCCHIE ​ ​ ​ ​ I servizi de IL POPOLO

  • IL POPOLO n. 45 del 28.11.2021

    < Back IL POPOLO n. 45 del 28.11.2021 IL POPOLO ​ Aspettando l’Assemblea Sinodale "Dammi o Dio un cuore che ascolta" (1 Re 3,9) Aspettando l’Assemblea Sinodale "Dammi o Dio un cuore che ascolta" (1 Re 3,9) Uno dei bisogni fondamentali di ogni persona è di parlare e di parlare di sé. Per poter però comunicare bisogna che ci sia qualcuno disposto ad ascoltare. Ascoltare correttamente sembra un atteggiamento passivo, ma è, invece, un atteggiamento attivo perché richiede una attenta presenza di sé ed un investimento delle proprie energie. Saper ascoltare è saper far tacere sé stessi e dare precedenza all’altro. Offrire ascolto è offrire ospitalità. SENTIRE ED ASCOLTARE Nel sentire , il suono giunge fino a noi e ci tocca, noi lo avvertiamo, ne percepiamo le vibrazioni, ma possiamo continuare a fare ciò che stiamo facendo, a pensare a ciò cui stiamo pensando. L’interiorità rimane estranea. Nell’ascoltare, è ancora il suono che viene fino a noi, ma siamo anche noi ad andare verso di lui, lo accogliamo, lo consideriamo, ne discriminiamo i significati e, forse, i messaggi. Sentire consente di continuare a pensare ad altro, ascoltare non lo permette. Per ascoltare bisogna volerlo. L’ascolto perché sia tale ha bisogno di mettere in funzione tre dimensioni: l’udito, la mente (l’intelligenza), il cuore. L’ascolto è un processo difficile perché richiede un decentramento, mettersi cioè dal punto di vista dell’altro e questo esige molto impegno perché non è un atteggiamento naturale e spontaneo, ma può essere appreso e poi messo in pratica. Ci sono tre livelli di ascolto: 1. Ascolto superficiale quando si è più concentrati su sé stessi che su ciò che l’altro ci sta dicendo; 2. Ascolto parziale è l’ascolto del contenuto di ciò che viene detto, ma non delle risonanze emotive; 3. Ascolto attivo : è quando si ascoltano le parole (il contenuto) e le risonanze emotive (il vissuto di chi sta parlando) e nell’osservazione si coglie anche il non verbale. Potremmo quindi dire che l’ascolto attivo è il saper ascoltare in profondità , essere dalla parte di chi parla e sapere di non sapere. Ascoltare significa lasciare dire le parole, ascoltare il silenzio della presenza, ma anche dell’assenza. "L’ascolto è ospitale, discreto, ma potente, in quanto, se possiede l’amore dell’ascolto, è uno strumento trasformativo." (Dalle Parole al dialogo - Colombero).. L’ascolto è quindi un insieme di atti percettivi attraverso i quali entriamo spontaneamente o volontariamente in contatto con l’altro. Attraverso l’ascolto si attivano sempre tre processi: - RICEZIONE DEL MESSAGGIO Disponibilità, empatia (atto di volontà, capacità di comprendere con sincero interesse come è fatto l’altro) Attenzione non strutturata (non farsi condizionare da pregiudizi già strutturati). - ELABORAZIONE DEL MESSAGGIO Bisogna prestare attenzione a: - La relazione che si instaura tra chi parla e chi ascolta - Il contenuto, l’informazione trasmessa - La richiesta implicita (che cosa mi sta chiedendo?) - L’autorivelazione di chi parla, che cosa mi dice di sé. - RISPOSTA AL MESSAGGIO È fondamentale saper dare risposte adeguate. L’ascolto efficace si attua perciò attraverso l’osservazione del: - verbale : ciò che viene detto - silenzio : ciò che non viene detto - paraverbale : come viene detto - non verbale : ciò che viene espresso dalla postura, dal corpo e dalla gestualità. Un aspetto importante da tenere in considerazione è quello di saper prestare attenzione alle risonanze che suscita in chi ascolta ciò che viene comunicato. OSTACOLI ALL’ASCOLTO È difficile ascoltare imparzialmente, senza interferenze o pregiudizi. Per questo è importante imparare a riconoscere i filtri che condizionano l’ascolto. Gli ostacoli più frequenti: - l’ansietà : difficoltà ad ascoltare l’altro perché si è preoccupati per sé stessi per come si è percepiti; - la superficialità : si fa fatica a scendere in profondità; - la tendenza a giudicare : partendo dalle proprie convinzioni; - l’impazienza : si interrompono gli altri prima che abbiano finito di palare; - la distrazione : la mente vaga altrove, impedendo l’attenzione a ciò che viene comunicato; - la passività : avere uno sguardo distratto assente o sfuggente, compiere altre azioni durante l’ascolto, avere fretta nell’offrire soluzioni; - la tendenza a selezionare : si risponde scegliendo un terreno conosciuto. Una traccia metodologica possibile potrebbe essere attraverso questi 5 punti: 1 - considerazione positiva dell’altro , di chi sta parlando (considerare l’altro distinto da me e riconoscere la sua dignità). 2 - la sospensione del giudizio (quando si riceve un messaggio che va contro il nostro modo abituale di comprendere e di agire, è facile che le nostre reazioni modifichino il messaggio ricevuto. È importante non far coincidere la persona con il suo comportamento). 3 - prestare attenzione fisica e mentale (anche il corpo parla e si esprime). 4 - lasciar parlare 5 - attendere prima di rispondere . Il piano comunicativo non è uguale per tutti, si comunica in modi diversi. Attenzione ai processi percettivi, la percezione è la modalità attraverso la quale entriamo in contatto con la realtà. Ciò che percepiamo è influenzato da tre fattori: 1 - I nostri schemi mentali (cosa ho in testa, cultura, ecc.); 2 - Il nostro stato emotivo (come sto in quel momento, sentimenti, ecc.); 3 - La nostra storia passata (chi sono? il vissuto, le radici, l’esperienza di vita, ecc.) Nel percepire la realtà non si è mai completamente obiettivi MECCANISMI NELLA PERCEZIONE Alcuni meccanismi che mettiamo in atto (involontariamente) durante le nostre percezioni: - Quando conosciamo dell’altro alcune caratteristiche e gli attribuiamo tutta la personalità, ad esempio cultura, provenienza, - Quando ascoltiamo dell’altro solo ciò che ci dà ragione, non ci mettiamo in discussione; - Quando facciamo di tutto perché l’altro sia come noi vogliamo, che risponda alle nostre aspettative; - Quando ci si ferma alla prima impressione (impatto solo emotivo); - Quando si ha la pretesa di sapere cosa l’altro sta pensando senza ascoltare. L’ascolto è una carezza della comunicazione se è efficace è trasformativo. SUGGERIMENTI DI METODO Convocazione del consiglio pastorale All’inizio dell’incontro dare spazio ad un breve momento di presentazione da parte di ogni partecipante (nome.. e da dove vengo..). Consegna dell’obiettivo dell’incontro da parte del facilitatore/facilitatrice (parroco o chi per esso). Assicurarsi che l’obiettivo sia stato compreso (es: sono stato/a abbastanza chiaro/a?) Il facilitatore coordina l’incontro dando la parola e cercando di dare un giusto tempo a tutti per intervenire. Il facilitatore ascolta in modo accogliente, non interrompe e rilancia al gruppo i punti importanti emersi (tutto è importante). Rilanciare aiuta tutti a tenere l’attenzione. Cerca con garbo di frenare chi parla troppo (es: interessante quello che stai dicendo se riesci a concludere così diamo la parola ad altri) e cerca di incoraggiare con delicatezza chi deve ancora parlare (esempio: se te la senti sarebbe importante poter ascoltare anche la tua opinione..) Nel caso ci fosse un’esposizione non troppo chiara si potrà chiedere a chi sta parlando di ripetere il concetto (esempio: meglio non dire: non ti sei espresso bene, Ma: scusa non sono riuscito/riuscita a comprendere bene... ) Nel rilanciare i concetti emersi , il facilitatore cercherà di essere il più fedele possibile a ciò che è stato detto, darà così la possibilità a tutti di integrare o aggiungere. Il facilitatore è tenuto ad ascoltare anche le eventuali critiche senza mettersi sulla difensiva, ascoltare quindi senza reagire in modo non positivo sapendo che anche le critiche possono far crescere. Per la lettura attiva dei quaderni , l’ascolto attivo e la raccolta finale si potrebbero seguire queste tre direzioni: 1 punti di forza: 2 punti critici sui quali non si è d’accordo 3 le novità da introdurre non presenti nel testo. IL TERRITORIO Quando parliamo di territorio è necessario rivolgere lo sguardo "oltre" i confini delle nostre parrocchie e delle nostre comunità. Il territorio - nel suo senso più ampio - le include ma non coincide esclusivamente con esse. Moltissime altre realtà lo vivono e lavorano per il suo bene e per la sua crescita esattamente come facciamo anche noi. Mettersi in ascolto del territorio comporta uscire dal nostro recinto dove ovviamente ci sentiamo al sicuro (quella che oggi si chiama comfort zone) e rivolgerci lá dove non siamo più maggioranza, dove la nostra parola vale come quella di chiunque altro o, spesso capita, non sia nemmeno ben accolta o di interesse. Ci sembra necessaria questa premessa perché bisogna che non si cada assolutamente nella trappola di ascoltare solo ciò che si vuole sentire o solo ciò che ci fa piacere. Occorre evitare di ascoltare solo i "nostri" sebbene questi operino sul territorio, ma rivolgersi con decisione e coraggio ad extra, verso ciò che in effetti non conosciamo. Senza questo, tutto il nostro lavoro sarebbe inutile e renderebbe improduttiva la fase di ascolto che stiamo vivendo. Mettersi in ascolto del territorio significa anzitutto conoscerlo in ogni sua specificità. Potrebbe essere utile, prima di formulare una proposta di incontro, provare a suddividerlo. Probabilmente ci viene più facile comprenderlo per "enti": il pubblico come il comune, la pro-loco, la scuola e il privato come fabbriche, negozi, studi medici ecc. Di sicuro questa prima suddivisione ci aiuta ed è necessaria ma non è detto che sia esaustiva ed inclusiva di tutto il territorio. Esso é infatti abitato da famiglie, coppie, single che non sempre riusciamo ad intercettare attraverso le attività parrocchiali, perché non frequentano o non sono per nulla interessati al messaggio cristiano. Oppure giungono a noi saltuariamente per ottenere servizi e/o sacramenti. Bisogna cercare di avvicinarsi a loro, instaurare un dialogo, coltivare una relazione nuova dove siamo noi mendicanti dell’attenzione dell’altro e non viceversa. Appare chiaro dunque che i livelli sui quali lavorare per approntare una strategia di incontro sono almeno due: quello per categorie di persone e quello per individualità. Non sempre e non con tutti sarà possibile incontrarsi per categorie. Può essere più facile con le amministrazioni pubbliche, con le pro-loco, con il mondo del volontariato, con i lavoratori, con i pensionati ma con tanti altri residenti sul nostro territorio occorrerà incontrarli informalmente come piccoli gruppi di individui. Per fare un esempio : gli abitanti di un condominio non possono essere identificati in un’unica categoria perché si tratta di gruppi vasti e complessi fatti di giovani, adulti, anziani, bambini. Potrà essere una soluzione incontrare due/tre famiglie insieme e con loro parlare di qualche punto più interessante per la loro vita piuttosto che convocare tutto un condomino e rischiare di non portare a casa nulla! E così farlo a poco a poco con tutti. Sarà successiva l’elaborazione delle risposte, dopo averne ascoltate il più possibile e aver colto anche le differenze di vedute tra le individualità al proprio interno. I genitori, se ci sono anziani, adolescenti, ammalati, diversamente abili. Altro esempio : per cogliere il pensiero di chi in effetti è fuori dai nostri radar sarà inutile provare ad organizzare degli incontri perché ovviamente questi non verranno mai. Un pensiero interessante da raccogliere sarà quello degli adolescenti e dei giovani ma come fare visto che si tratta forse dei più riluttanti alla vita della chiesa? L’unica maniera che ci sembra di poter suggerire e che siano i nostri adolescenti e giovani a mettersi in ascolto in maniera informale come sanno fare loro. Teniamo conto e proviamo ad usare le piattaforme digitali per creare dei sondaggi dove essi si sentano più liberi di esprimersi senza giudizio e senza paura. Firma Firma Uno dei bisogni fondamentali di ogni persona è di parlare e di parlare di sé. Per poter però comunicare bisogna che ci sia qualcuno disposto ad ascoltare Ascoltare correttamente sembra un atteggiamento passivo, ma è, invece, un atteggiamento attivo perché richiede una attenta presenza di sé Nel sentire, il suono giunge fino a noi e ci tocca, noi lo avvertiamo, ne percepiamo le vibrazioni, ma possiamo continuare a fare ciò che stiamo facendo, a pensare a ciò cui stiamo pensando. L’interiorità rimane estranea. Nell’ascoltare, è ancora il suono che viene fino a noi, ma siamo anche noi ad andare verso di lui, lo accogliamo, lo consideriamo, ne discriminiamo i significati e, forse, i messaggi. Sentire consente di pensare ad altro, ascoltare non lo permette Previous Next

  • Proposte POPOLO e AVVENIRE | pastoralepn

    Visita Pastorale 2017-2020 per info: Segretario generale, d. Andrea Vena - cell. 3491554726 visitapastoralepn@gmail.com PROPOSTE de IL POPOLO e AVVENIRE ​ ​

  • Documenti | pastoralepn

    Instrumentum Laboris Sintesi per il Cammino sinodale della Conferenza Episcopale Italiana

  • IL POPOLO n. 22 del 30.05.2021

    < Back IL POPOLO n. 22 del 30.05.2021 IL POPOLO ​ Assemblea sinodale: i temi Sono quattro: essere chiesa in uscita la valorizzazione del battesimo la pastorale integrata e i ministeri laicali Assemblea sinodale: i temi Sono quattro: essere chiesa in uscita la valorizzazione del battesimo la pastorale integrata e i ministeri laicali Lo scorso 30 gennaio il Santo Padre, incontrando l’Ufficio Catechistico Nazionale, ha messo a fuoco alcuni elementi essenziali per l’annuncio del vangelo nel nostro tempo. Tali priorità sono state ben confermate dalla promulgazione della sua lettera apostolica dello scorso 11 maggio, con la quale istituisce il ministero del catechista. La presa di posizione del Papa è il più alto riconoscimento che si poteva dare ad un servizio che non risulta più ausiliario al compito di insegnamento dei vescovi e dei preti, ma è essenziale per la vita stessa della Chiesa e per il compimento della vocazione cristiana. Al centro c’è il vangelo di Gesù, che è la sua stessa persona. Cristo è un dono per tutti. Egli tutti chiama a seguirlo e a servirlo perché ciascuno, con i propri talenti, aiuti a comporre il corpo della sua Chiesa che nel mondo è chiamata ad essere segno concreto, visibile, efficace del suo amore per tutti gli uomini. L’Assemblea sinodale che stiamo vivendo vuole mettere al centro dell’attenzione quattro temi fondamentali, senza che questi siano esclusivi di altri che potranno emergere dall’ampio confronto che faremo in questi mesi fino ad ottobre. I primi due sono legati: essere Chiesa in uscita nel cambiamento d’epoca che stiamo vivendo e il battesimo come sorgente della fede. Anche gli ultimi due temi sono legati: si tratta delle scelte audaci da compiere per il rinnovamento di una pastorale integrata e un ripensamento dei ministeri ordinati e laicali a servizio della comunione nella vita della Chiesa. Gli ultimi due temi ci mettono di fronte alle sfide più immediate che siamo chiamati ad affrontare: numero di parrocchie, funzionamento delle unità pastorali, distribuzione del clero, corresponsabilità di tutti i battezzati alla edificazione della Chiesa. I primi due costituiscono la base indispensabile per fare le scelte più opportune. Infatti quale comunità cristiana e quale iniziativa pastorale possono mai realizzarsi se non si dà per presupposta la consapevolezza e il gioioso impegno nel vivere il proprio battesimo? E come poterlo vivere al meglio se risultiamo dei disadattati in un mondo che non riconosce più la presenza cristiana come importante? Accogliere il vangelo di Gesù chiede di essere molto attenti alla realtà. Essa è creata da Dio e chiede di essere conosciuta e amata. E più volte il Papa, a partire da Evangelii Gaudium, ricorda che la realtà è più grande dell’idea. Solo imparando a conoscere e ad amare la realtà nella quale si vive il vangelo di Gesù può diventare luce che sa dare valore a tutte le cose. Ma non vi è vangelo senza coloro che lo portano nel mondo con la propria testimonianza visibile e credibile. Perciò uno dei principali scopi del metodo sinodale è di rendere ciascuno consapevole del dono ricevuto nel battesimo, che ha aperto la possibilità di vivere la vita nella fede e nella grazia di Cristo. Consapevolezza che, una volta chiarita, diventa risposta libera e generosa alla chiamata di Cristo. I problemi della Chiesa non sono innanzitutto la scarsità di clero e il mal funzionamento delle strutture pastorali, ma la mancanza di cristiani convinti e innamorati del vangelo di Gesù che chiede di poter diventare luce in ogni ambiente e in ogni situazione umana. Senza vangelo la vita può presto diventare triste e insignificante. Senza la presenza di Gesù diventiamo più poveri di Dio e dell’uomo. Sì, dell’uomo. Di quella sua umanità bella, serena e riconciliata che sa donare forza nello sconforto e sa essere carità in mezzo alle ingiustizie e alle lotte fratricide. Viviamo l’assemblea sinodale partendo dal battesimo, non solo per dialogare e confrontarsi, ma per costruire qualcosa assieme, per riscoprire che gli uomini, chiamati da Dio a fare parte della medesima famiglia, possono dare il meglio di sé e possono diventare l’uno per l’altra immagine e riflesso di quell’amore eterno nel quale noi tutti siamo creati. In questo senso l’Assemblea diventa un momento di ascolto dello Spirito dove la vita, quella nostra, quella del nostro tempo, grazie all’impegno di ciascuno, diventa più facile da amare e da servire. Perché così sarà più vicina quella salvezza che Cristo è venuto a portare per tutti gli uomini. Maurizio Girolami Segretario generale Parole guida dal Magistero di papa Francesco ai Catechisti La catechesi è l’onda lunga della parola di Dio "Chi è il catechista? È colui che custodisce e alimenta la memoria di Dio" Vorrei condividere tre punti che spero possano aiutarvi nei lavori dei prossimi anni. Il primo: catechesi e kerygma. La catechesi è l’eco della Parola di Dio. Nella trasmissione della fede la Scrittura - come ricorda il Documento di Base - è "il Libro; non un sussidio, fosse pure il primo" (CEI, Il rinnovamento della catechesi, n. 107). La catechesi è dunque l’onda lunga della Parola di Dio per trasmettere nella vita la gioia del Vangelo. Grazie alla narrazione della catechesi, la Sacra Scrittura diventa "l’ambiente" in cui sentirsi parte della medesima storia di salvezza, incontrando i primi testimoni della fede. La catechesi è prendere per mano e accompagnare in questa storia. Suscita un cammino, in cui ciascuno trova un ritmo proprio, perché la vita cristiana non appiattisce né omologa, ma valorizza l’unicità di ogni figlio di Dio. La catechesi è anche un percorso mistagogico, che avanza in costante dialogo con la liturgia, ambito in cui risplendono simboli che, senza imporsi, parlano alla vita e la segnano con l’impronta della grazia. Il cuore del mistero è il kerygma, e il kerygma è una persona: Gesù Cristo. La catechesi è uno spazio privilegiato per favorire l’incontro personale con Lui. Perciò va intessuta di relazioni personali. Non c’è vera catechesi senza la testimonianza di uomini e donne in carne e ossa. Chi di noi non ricorda almeno uno dei suoi catechisti? Io lo ricordo: ricordo la suora che mi ha preparato alla prima Comunione e mi ha fatto tanto bene. I primi protagonisti della catechesi sono loro, messaggeri del Vangelo, spesso laici, che si mettono in gioco con generosità per condividere la bellezza di aver incontrato Gesù. "Chi è il catechista? È colui che custodisce e alimenta la memoria di Dio; la custodisce in sé stesso - è un "memorioso" della storia della salvezza - e la sa risvegliare negli altri. È un cristiano che mette questa memoria al servizio dell’annuncio; non per farsi vedere, non per parlare di sé, ma per parlare di Dio, del suo amore, della sua fedeltà" (Omelia per la giornata dei catechisti nell’Anno della Fede, 29 settembre 2013). Per fare questo, è bene ricordare "alcune caratteristiche dell’annuncio che oggi sono necessarie in ogni luogo: che esprima l’amore salvifico di Dio previo all’obbligazione morale e religiosa - tu sei amato, tu sei amata, questo è il primo, questa è la porta -, che non imponga la verità e che faccia appello alla libertà - come faceva Gesù -, che possieda qualche nota di gioia, stimolo, vitalità, e un’armoniosa completezza che non riduca la predicazione a poche dottrine a volte più filosofiche che evangeliche. Questo esige dall’evangelizzatore alcune disposizioni che aiutano ad accogliere meglio l’annuncio - e quali sono queste disposizioni che ogni catechista deve avere? -: vicinanza, apertura al dialogo, pazienza, accoglienza cordiale che non condanna" (Esort. ap. Evangeliigaudium, 165). Gesù aveva questo. È l’intera geografia dell’umanità che il kerygma, bussola infallibile della fede, aiuta a esplorare. E su questo punto - il catechista - riprendo una cosa che va detta anche ai genitori, ai nonni: la fede va trasmessa "in dialetto". Un catechista che non sa spiegare nel "dialetto" dei giovani, dei bambini, di coloro che… Ma con il dialetto non mi riferisco a quello linguistico, di cui l’Italia è tanto ricca, no, al dialetto della vicinanza, al dialetto che possa capire, al dialetto dell’intimità. A me tocca tanto quel passo dei Maccabei, dei sette fratelli (2 Mac 7). Per due o tre volte si dice che la mamma li sosteneva parlando loro in dialetto ["nella lingua dei padri"]. È importante: la vera fede va trasmessa in dialetto. I catechisti devono imparare a trasmetterla in dialetto, cioè quella lingua che viene dal cuore, che è nata, che è proprio la più familiare, la più vicina a tutti. Cari fratelli e sorelle, vi ringrazio per quanto fate. Vi invito a continuare a pregare e a pensare con creatività a una catechesi centrata sul kerygma, che guardi al futuro delle nostre comunità, perché siano sempre più radicate nel Vangelo, comunità fraterne e inclusive. Vi benedico, vi accompagno. E voi, per favore, pregate per me, ne ho bisogno. Grazie! Dal discorso del Santo Padre Francesco ai partecipanti all’incontro promosso dall’Ufficio catechistico nazionale della Cei, 30 gennaio 2021 Previous Next

  • IL POPOLO n. 26 del 27.06.2021

    < Back IL POPOLO n. 26 del 27.06.2021 IL POPOLO ​ Verso l’assemblea Il cammino sinodale in parrocchia Come le nostre comunità possono partecipare Verso l’assemblea Il cammino sinodale in parrocchia Come le nostre comunità possono partecipare Mons. OrioldoMarson Vicario generale e parroco "QUANTI SINODI!COME LA METTIAMO?" Qualche giorno fa incontro un signore, che partecipa alla vita della comunità parrocchiale e fa parte del Consiglio pastorale. Legge "Il Popolo", spesso passa in edicola a prendere "Avvenire" messo a disposizione dalla parrocchia, segue sui quotidiani le vicende sociali e politiche. Giuseppe mi si accosta e mi dice: "Don, ho ricevuto l’invito alla prossima riunione del Consiglio pastorale, con gli allegati. Ho provato a prendere in mano i due quaderni. Però… non capisco bene. Sinodo di qua e sinodo di là, sinodo in alto e sinodo in basso… Papa Francesco vuole fare un percorso sinodale per riformare il Sinodo dei vescovi. I vescovi italiani, mi pare proprio stimolati e sgridati dal Papa, intendono avviare un cammino sinodale per la Chiesa italiana. Il nostro vescovo Giuseppe è partito con un progetto molto ampio e articolato, che vedrà la celebrazione nell’autunno 2022 di una Assemblea sinodale. Come la mettiamo? E pensa che gli altri abbiano capito più di me?". Gli rispondo subito, facendo leva sul suo orgoglio e forzando un po’ le cose: "Ma lei ha capito cosa vogliono Papa Francesco e il vescovo Giuseppe?". "Sì, ho capito", mi risponde. "Vogliono realizzare il Concilio e mettere a terra (ndr: espressione che si adopera oggi per dire: dare concretezza) la Evangeliigaudium. Poi desiderano proprio che vescovi, preti e laici si intendano meglio, si ascoltino reciprocamente. Sa cosa penso? Deve finire questa separazione di ruoli e linguaggi. Anche noi abbiamo qualcosa da dire, in questa situazione così difficile". Concludo: "Va bene. Farò così: scriverò una scheda didattica, per presentare in maniera semplice il cammino sinodale, con annessi e connessi. Spero possa essere utile". Così ci siamo lasciati e mi sono messo rapidamente all’opera. Ecco alcuni passaggi, in forma di domanda e risposta. SCHEDA DIDATTICA Cos’è il "cammino sinodale" avviato dalla nostra Diocesi? - Si tratta, in primo luogo, proprio di un percorso, un itinerario, meglio ancora: un processo. Ciò che conta è il coinvolgimento di tanti battezzati nella ricerca e nella condivisione, prima ancora dei risultati e delle decisioni finali: un’esperienza di Chiesa a partire dal basso, una palestra di comunicazione e dialogo. Appunto: un processo di coscientizzazione e di discernimento rispetto ad alcuni nodi importanti della situazione ecclesiale. - Il carattere "sinodale" sta ad indicare lo stile del camminare-insieme, nell’ascolto e nel confronto. Perché questo "cammino sinodale"? 1. I cambiamenti culturali e religiosi in atto - cambiamenti senza precedenti e senza paragoni - interpellano le comunità cristiane a cercare strade rinnovate di evangelizzazione e di vita comunitaria. La secolarizzazione scava in maniera radicale i nostri vissuti personale e collettivi. 2. Il Papa - fedele alla visione e alle indicazioni del Concilio Vaticano II - ha chiamato e chiama la Chiesa nel suo insieme, come Popolo di Dio, a vivere in stato "sinodale". Sono stati annunciati e abbozzati due percorsi sovradiocesani di tipo "sinodale": il primo orientato alla riforma Sinodo dei vescovi (= istituito da Paolo VI nel 1965 come assemblea di rappresentanti dell’episcopato cattolico, per tener viva l’esperienza del rinnovamento conciliare nel governo della Chiesa universale); il secondo riguardante la Chiesa italiana. 3. Il nostro Vescovo Pellegrini, dopo un tratto significativo del suo ministero nella nostra Chiesa, iniziato nel 2011, desidera condividere un tempo di confronto e di discernimento per creare condizioni più aperte all’annuncio evangelico e al rinnovamento delle parrocchie. Non c’è il rischio che i diversi percorsi (diocesano, nazionale, di Chiesa universale… ) si incrocino e si sovrappongono? Sì, esiste questo pericolo. I responsabili diocesani cercheranno di integrare e distinguere nello stesso tempo. Quali sono i filoni o temi del "cammino sinodale"? - I primi due temi hanno un carattere fondativo: I) Il coraggio di cambiare: la Chiesa in uscita. II) Il battesimo: sorgente della fede. - I secondi due invitano ad affrontare alcuni nodi della vita ecclesiale e dell’azione pastorale: III) Il rinnovamento della pastorale con scelte audaci. IV) A servizio della comunione: il ministero ordinato e le forme di ministerialità della vita consacrata e laicale. Ad esempio: catechismo dei bambini, coinvolgimento delle famiglie, trasmissione-generazione della fede alle nuove generazioni; ruolo della parrocchia e rapporto tra parrocchia e Unità pastorale; corresponsabilità e ministerialità (= incarichi e servizi) dei laici; ruolo del prete nelle nuove situazioni sociali e pastorali; uniformità e pluralità di scelte pastorali. Non c’è forse troppa carne al fuoco? Nella fase di ascolto è meglio mantenere il campo molto aperto; poi si cercherà di focalizzare l’attenzione su alcuni punti riconosciuti come prioritari. Che cosa non ci si deve attendere? - Non ci si può attendere soluzioni miracolose o decisioni risolutive, in tempi di cambiamenti continui e radicali. - Non ci si può attendere direttamente un rilancio o una ripresa della frequenza alla vita liturgica e sacramentale: il contesto della secolarizzazione tocca le falde profonde della vita odierna. Che cosa si può e si deve sperare, camminando insieme? - I nostri battezzati che condividono in qualche modo la vita delle comunità cristiane potranno crescere in consapevolezza circa le esigenze e le sfide della vocazione cristiana. - Anche chi non partecipa alla vita della comunità cristiana avrà la possibilità di far sentire la sua voce, le sue proposte e le sue richieste. - Potranno crescere il dialogo e la comunicazione nelle nostre parrocchie e in modo particolare tra preti e laici. - Si cercherà di arrivare ad alcune scelte diocesane convergenti nella pastorale evangelizzatrice e nell’organizzazione delle nostre parrocchie. LA PARROCCHIA NEL CAMMINO SINODALE DIOCESANO Con il Consiglio di presidenza del Consiglio pastorale si è scelto il terzo filone, che tocca anche gli altri capitoli. Con mia parziale sorpresa, nel primo scambio condiviso, i componenti hanno insistito tanto sul ruolo della comunità cristiana locale, piccola o grande che sia, al di là della presenza stabile o meno stabile di un prete. Nella comunità locale nascono e crescono relazioni significative; questa comunità locale, con i suoi catechisti come testimoni, cercherà di offrire la bella notizia di Gesù ai bambini e ai ragazzi. "Nella riorganizzazione delle attività e dei servizi di carattere pastorale, non bisogna mettere al primo posto le esigenze e le possibilità dei preti; al primo posto bisogna mettere le esigenze e le possibilità delle varie comunità". Nello stesso tempo si riconosce che la parrocchia non è sufficiente, ad esempio per la pastorale giovanile e per la formazione dei collaboratori pastorali, ma si fa fatica ad immaginare nuove forme o collaborazioni. Ancora, mi pare di capire che non ci sia una posizione favorevole a soluzioni necessariamente uniformi a livello diocesano. "Nelle scelte pastorali e catechistiche, ad esempio circa i percorsi e l’età dei sacramenti, perché fare tutti allo stesso modo? Non è meglio rispettare e valorizzare le buone pratiche delle singole parrocchie o unità pastorali o foranie?". Si vedrà insieme… Il Consiglio pastorale si ritroverà e avvierà una prima riflessione; si deciderà meglio in tale sede come procedere e come allargare il coinvolgimento. Saranno coinvolti sicuramente i catechisti; certamente è importante uscire fuori dai soliti recinti. Quali gruppi, anche piccoli, di persone della comunità incontrare, su punti specifici e mirati? Con quali modalità? Ci troviamo nella fase dell’ascolto: fase preziosa, ma che corre il rischio di scivolare via senza lasciare un segno. Papa Francesco vuole fare un percorso sinodale per riformare il Sinodo dei vescovi. Il nostro vescovo Giuseppe è partito con un progetto molto ampio che culminerà nell’autunno 2022 con una assemblea sinodale Nella comunità locale nascono e crescono relazioni significative; questa comunità locale, coni suoi catechisti come testimoni, cercherà di offrire la bella notizia di Gesù ai bambini e ai ragazzi Previous Next

  • Calendario.Pordenone | pastoralepn

    PROGRAMMA DELLA FORANIA CALENDARIO PER FORANIA DI PORDENONE ​ ​ PROGRAMMA DI UNITA' PASTORALE ​ Calendario.UP PORDENONE CENTRO ​ ​ CalendarioUP PORDENONE NORD ​ ​ CalendarioUP.PORDENONE SUD ​ ​ CalendarioUPCORDENONS ​ ​ CALENDARIO DELLE SINGOLE PARROCCHIE ​ LIBRETTO con il testo della celebrazione inaugurale Programma.B.Odorico ok Programma.San Francesco ok Programma.S.Giorgio ok Programma.S.Marco ok Programma.D.Bosco ok Programma.S.Lorenzo ok Programma.Immacolata ok Programma.S.Cuore ok Programma.Ss.Ilario.e.Tiziano ok Programma.Sant'Agostino ok Programma.S.M.Maggiore ok Programma.S.Pietro ok Programma.Sant'Antonio ok Programma.S.Giovanna.Arco ok Programma.B.V.Delle.Grazie ok Programma.CristoRe/Villanov ok Programma.S.Giuseppe ok Programma.Vallenoncello ok ​ I servizi de IL POPOLO

  • Laboratori | pastoralepn

    Laboratori pastorali Per iscriverti ad un laboratorio, invia una mail a pastoralepn@gmail.com , indicando il tuo nome ed il titolo di due laboratori a cui vorresti partecipare. Indica anche altri due laboratori, in caso quelli da te prescelti avessero già raggiunto il numero massimo di partecipanti. É inoltre possibile iscriversi telefonando al 339.6334719 oppure inviando un fax allo 0434.27213. Se desideri partecipare anche alla cena (€ 5,00 a persona), indicalo nella stessa mail. clicca sulle immagini per la presentazione dei laboratori Missionario METTIAMO IN GIOCO LA MISSIONE ORE 17.30 e ORE 18.15 Il Noce IL GUSTO DELLA FAMIGLIA ORE 17.30 e ORE 18.15 Pastorale della Salute SULLE ORME DEL CRISTO, BUON SAMARITANO, MODELLO DI UN NUOVO UMANESIMO. ORE 17.45 Don Federico Zanetti ICONA BIBLICA E PITTORICA DELL'ANNO A CONFRONTO ORE 17.45 Ecumenismo IN DIO LA MISERICORDIA: LA TESTIMONIANZA DELLE RELIGIONI ORE 17.45 Rinnovamento dello Spirito LA POTENZA E LA GIOIA NELLA LODE ORE 17.30 e ORE 18.15 Caritas RICHIEDENTI ASILO E RIFUGIATI: PERCHÉ AIUTARLI A CASA NOSTRA ORE 17.45 Movimento vedovile LA FAMIGLIA DI PADRE E.MAURI ALLA SCOPERTA DEL CARISMA DEL MISTERO NUZIALE PER TUTTI GLI STATI DI VITA. ORE 17.45 Catechistico ERRARE NELLA FEDE ORE 17.30 e ORE 18.15 Campus&Turrin NOTE DI GENESI A CICLO CONTINUO Sichar SPETTACOLO TEATRALE "OLIVER TWIST" E TESTIMONIANZA [INGRESSO LIBERO] ORE 17.45 Azione Cattolica L'AC "LIBERA" TUTTI: RACCONTO INTERATTIVO SU CAMPI DI SERVIZIO "LIBERA". ORE 17.30 e ORE 18.15 Presentazione dei laboratori METTIAMO IN GIOCO LA MISSIONE. La missione coinvolge, attira, crea collaborazione e spinge ad uscire per incontrare l’altro. Il laboratorio del Centro Missionario Diocesano ci metterà in gioco con dinamiche e testimonianze dalla missione. NOTE DI GENESI. È un laboratorio che ha come scopo l’utilizzo del canto per far conoscere alcuni dei contenuti veterotestamentari. Partendo dal presupposto che la musica è un mezzo di comunicazione molto vicino ai giovani e che la nostra società è sollecitata più allo sguardo che all’ascolto, si propone un’attività di catechesi che utilizzi appunto la musica e il canto. RICHIEDENTI ASILO E RIFUGIATI: PERCHÉ AIUTARLI A CASA NOSTRA. La Caritas Diocesana propone un momento di incontro a più voci, un’occasione di dialogo e confronto sul tema dell’accoglienza dei rifugiati.Sarà un’occasione per ascolta quale impegno la nostra Chiesa diocesana, attraverso Caritas e parrocchie, esprime ogni giorno per accogliere le difficoltà di un crescente numero di persone in fuga dalle proprie terre. Conducono il laboratorio: Andrea Barachino e Adriana Segato, Caritas Diocesana SULLE ORME DEL CRISTO, BUON SAMARITANO, MODELLO DI UN NUOVO UMANESIMO. L'incontro di pastorale della salute offre alcuni stimoli per incoraggiare la comunità a farsi carico della pastorale della salute e apprezzare il ministero della consolazione. L'AC "LIBERA" TUTTI: RACCONTO INTERATTIVO SU CAMPI DI SERVIZIO "LIBERA". L’Azione Cattolica diocesana propone un dialogo sull’esperienza di servizio vissuta da un gruppo di giovani e promossa da Emmaus Italia nei contesti di povertà ed emarginazione sociale che caratterizzano le periferie palermitane. Il presidio Libera di Portogruaro interverrà con una rilettura sul nostro territorio. LA POTENZA E LA GIOIA NELLA LODE. La preghiera, alimento fondamentale della vita cristiana, appartiene a ciascuno di noi. La chiesa ci insegna a pregare nella lode riconoscendoci creature amate da Dio. Un Dio che ama per primo, che accompagna e si prende cura di noi.Attraverso la preghiera con i salmi e alcuni canti ispirati ad essi, i convenuti saranno guidati dai relatori in un percorso di preghiera di lode al Dio che salva e libera. LA FAMIGLIA DI PADRE E. MAURI ALLA SCOPERTA DEL CARISMA DEL MISTERO NUZIALE PER TUTTI GLI STATI DI VITA. Vivere la vedovanza come opportunità per donare alla Chiesa e alla famiglia la grazia di un corpo disegnato dal sacramento del matrimonio, purificato dalla sofferenza, desiderato dallo SPOSO. IN DIO LA MISERICORDIA: LA TESTIMONIANZA DELLE RELIGIONI. Un incontro che inizia con una domanda: “Come mai la violenza nel mondo e perché anche per motivi religiosi?”; prosegue in dialogo cercando una risposta; si "conclude" aprendosi ad un’effettiva via, indicata da Papa Francesco, da seguire senza perdere ulteriore tempo. ERRARE NELLA FEDE. Il laboratorio si propone come un "narrare in cammino" o un "provare in dialogo" ad essere compagni di viaggio di qualcuno alla ricerca di Qualcuno. Collegandosi alla sperimentazione diocesana di catechesi in famiglia "L'alfabeto della fede", è un tempo regalato per riflettere sull'errare: soglia potenziale di fede. La bibbia è carica di viaggi, di salite sui monti, di traversate di deserti e di mari, di pellegrinaggi. Sono sempre metafore dell'incontro con Dio. In questo caso, quando la ricerca di senso diventa ricerca di Dio, allora il viaggio si trasforma in pellegrinaggio, come tensione mai raggiunta. IL GUSTO DELLA FAMIGLIA. Spazio di riflessione sulle fragilità e le risorse che ognuno di noi riconosce nella propria vita; su come la solidarietà e la vicinanza familiare possono aiutare a superare le difficoltà e a prevenire sofferenze e lacerazioni più grandi.

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  • Proposte visita | pastoralepn

    Visita Pastorale 2017-2020 per info: Segretario generale, d. Andrea Vena - cell. 3491554726 visitapastoralepn@gmail.com DOCUMENTI UFFICIALI DECRETI, PREGHIERA, CALENDARIO GENERALE, INNO DELLA VISITA BOLLA d'indizione della Visita pastorale 2017-2020 ​ LETTERA di indizione della Visita pastorale ​ PREGHIERA per la Visita pastorale ​ DECRETO di nomina del Segretario generale e della Segreteria DECRETO dei Convisitatori della Visita pastorale ​ CALENDARIO generale della Visita pastorale ​ INNO per la visita pastorale (polifonia) ​ Inno per la visita pastorale (partitura) ​ Inno per la visita pastorale (mp3) ​ ​ SCHEDE PER LA VISITA ​ Scheda I. Indicazioni generali per prepararsi alla Visita ​ Scheda II. Relazione della parrocchia ​ Scheda III. Relazione dell'Unità pastorale ​ Scheda IV. Traccia di lavoro per l'incontro tra Operatori pastorali Segreteria generale e con-visitatori ​ Proposta di preghiera per l'incontro con gli Operatori (modello A) ​ Proposta di preghiera per l'incontro con gli Operatori (modello B) Preghiera dei fedeli da leggersi nel mese che precede la Visita pastorale (proposta) ​ CALENDARIO DETTAGLIATO PER OGNI SINGOLA UNITÁ PASTORALE E OGNI PARROCCHIA ​ CALENDARIO DELLA VISITA NELLE UNITÁ PASTORALI DELLA FORANIA DI PORDENONE (calendario in divenire) ​ CALENDARIO DELLA VISITA NELLE UNITÁ PASTORALI DELLA FORANIA DEL BASSO LIVENZA (calendario in divenire) ​ ​ ​ ​ ​ PROPOSTE: ​ I L POPOLO, speciale "Visita pastorale" i l Settimanale seguirà e racconterà la Visita passo dopo passo grazie a "cronisti" del territorio che vorranno cimentarsi nel "narrare" quanto avverrà a livello di Unità pastorale e nelle rispettive parrocchie (giovani, adulti...chi desidera...) ​ ​ AVVENIRE, si scrive solidarietà si legge Avvenire (per info, si può chiedere anche in Segreteria generale) ​ ​ ​ ​ ​ ​ ​ ​ ​ IN ATTESA DELLA VISITA ​ CALENDARIO PER LE UNITÁ PASTORALI DELLA FORANIA DI PORTOGRUARO (calendario in divenire) ​ CALENDARIO PER LE UNITÁ PASTORALI DELLA FORANIA DI SPILIMBERGO (calendario in divenire) ​ CALENDARIO PER LE UNITA' PASTORALI DELLA FORANIA DI AZZANO (calendario in divenire) ​ CALENDARIO PER LE UNITA' PASTORALI DELLA FORANIA DEL BASSO LIVENZA (calendario in divenire) ​ CALENDARIO PER LE UNITA' PASTORALI DELLA FORANIA DI MANIAGO (calendario in divenire) ​ CALENDARIO PER LE UNITA' PASTORALI DELLA FORANIA DI SAN VITO (calendario in divenire) TERRA SANTA CON IL VESCOVO PER LE UNITÁ PASTORALI GIÁ VISITATE Pellegrinaggio in Terra Santa con il Vescovo: estate 2019, 2020, 2021 In collaborazione con l'Ufficio diocesano Pellegrinaggi

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