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IL POPOLO n. 26 del 27.06.2021

IL POPOLO

Verso l’assemblea
Il cammino sinodale in parrocchia
Come le nostre comunità possono partecipare

Verso l’assemblea

Il cammino sinodale in parrocchia

Come le nostre comunità possono partecipare


Mons. OrioldoMarson

Vicario generale

e parroco


"QUANTI SINODI!COME LA METTIAMO?"

Qualche giorno fa incontro un signore, che partecipa alla vita della comunità parrocchiale e fa parte del Consiglio pastorale. Legge "Il Popolo", spesso passa in edicola a prendere "Avvenire" messo a disposizione dalla parrocchia, segue sui quotidiani le vicende sociali e politiche. Giuseppe mi si accosta e mi dice: "Don, ho ricevuto l’invito alla prossima riunione del Consiglio pastorale, con gli allegati. Ho provato a prendere in mano i due quaderni. Però… non capisco bene. Sinodo di qua e sinodo di là, sinodo in alto e sinodo in basso… Papa Francesco vuole fare un percorso sinodale per riformare il Sinodo dei vescovi. I vescovi italiani, mi pare proprio stimolati e sgridati dal Papa, intendono avviare un cammino sinodale per la Chiesa italiana. Il nostro vescovo Giuseppe è partito con un progetto molto ampio e articolato, che vedrà la celebrazione nell’autunno 2022 di una Assemblea sinodale. Come la mettiamo? E pensa che gli altri abbiano capito più di me?".

Gli rispondo subito, facendo leva sul suo orgoglio e forzando un po’ le cose: "Ma lei ha capito cosa vogliono Papa Francesco e il vescovo Giuseppe?". "Sì, ho capito", mi risponde. "Vogliono realizzare il Concilio e mettere a terra (ndr: espressione che si adopera oggi per dire: dare concretezza) la Evangeliigaudium. Poi desiderano proprio che vescovi, preti e laici si intendano meglio, si ascoltino reciprocamente. Sa cosa penso? Deve finire questa separazione di ruoli e linguaggi. Anche noi abbiamo qualcosa da dire, in questa situazione così difficile".

Concludo: "Va bene. Farò così: scriverò una scheda didattica, per presentare in maniera semplice il cammino sinodale, con annessi e connessi. Spero possa essere utile". Così ci siamo lasciati e mi sono messo rapidamente all’opera.

Ecco alcuni passaggi, in forma di domanda e risposta.


SCHEDA DIDATTICA

Cos’è il "cammino sinodale" avviato dalla nostra Diocesi?


- Si tratta, in primo luogo, proprio di un percorso, un itinerario, meglio ancora: un processo. Ciò che conta è il coinvolgimento di tanti battezzati nella ricerca e nella condivisione, prima ancora dei risultati e delle decisioni finali: un’esperienza di Chiesa a partire dal basso, una palestra di comunicazione e dialogo. Appunto: un processo di coscientizzazione e di discernimento rispetto ad alcuni nodi importanti della situazione ecclesiale.


- Il carattere "sinodale" sta ad indicare lo stile del camminare-insieme, nell’ascolto e nel confronto.



Perché questo "cammino sinodale"?


1. I cambiamenti culturali e religiosi in atto - cambiamenti senza precedenti e senza paragoni - interpellano le comunità cristiane a cercare strade rinnovate di evangelizzazione e di vita comunitaria. La secolarizzazione scava in maniera radicale i nostri vissuti personale e collettivi.


2. Il Papa - fedele alla visione e alle indicazioni del Concilio Vaticano II - ha chiamato e chiama la Chiesa nel suo insieme, come Popolo di Dio, a vivere in stato "sinodale".

Sono stati annunciati e abbozzati due percorsi sovradiocesani di tipo "sinodale": il primo orientato alla riforma Sinodo dei vescovi (= istituito da Paolo VI nel 1965 come assemblea di rappresentanti dell’episcopato cattolico, per tener viva l’esperienza del rinnovamento conciliare nel governo della Chiesa universale); il secondo riguardante la Chiesa italiana.


3. Il nostro Vescovo Pellegrini, dopo un tratto significativo del suo ministero nella nostra Chiesa, iniziato nel 2011, desidera condividere un tempo di confronto e di discernimento per creare condizioni più aperte all’annuncio evangelico e al rinnovamento delle parrocchie.



Non c’è il rischio che i diversi percorsi (diocesano, nazionale, di Chiesa universale… ) si incrocino e si sovrappongono?


Sì, esiste questo pericolo. I responsabili diocesani cercheranno di integrare e distinguere nello stesso tempo.


Quali sono i filoni o temi del "cammino sinodale"?


- I primi due temi hanno un carattere fondativo:

I) Il coraggio di cambiare: la Chiesa in uscita.

II) Il battesimo: sorgente della fede.

- I secondi due invitano ad affrontare alcuni nodi della vita ecclesiale e dell’azione pastorale:

III) Il rinnovamento della pastorale con scelte audaci.

IV) A servizio della comunione: il ministero ordinato e le forme di ministerialità della vita consacrata e laicale.

Ad esempio: catechismo dei bambini, coinvolgimento delle famiglie, trasmissione-generazione della fede alle nuove generazioni; ruolo della parrocchia e rapporto tra parrocchia e Unità pastorale; corresponsabilità e ministerialità (= incarichi e servizi) dei laici; ruolo del prete nelle nuove situazioni sociali e pastorali; uniformità e pluralità di scelte pastorali.


Non c’è forse troppa carne al fuoco?


Nella fase di ascolto è meglio mantenere il campo molto aperto; poi si cercherà di focalizzare l’attenzione su alcuni punti riconosciuti come prioritari.


Che cosa non ci si deve attendere?


- Non ci si può attendere soluzioni miracolose o decisioni risolutive, in tempi di cambiamenti continui e radicali.


- Non ci si può attendere direttamente un rilancio o una ripresa della frequenza alla vita liturgica e sacramentale: il contesto della secolarizzazione tocca le falde profonde della vita odierna.


Che cosa si può e si deve sperare, camminando insieme?


- I nostri battezzati che condividono in qualche modo la vita delle comunità cristiane potranno crescere in consapevolezza circa le esigenze e le sfide della vocazione cristiana.


- Anche chi non partecipa alla vita della comunità cristiana avrà la possibilità di far sentire la sua voce, le sue proposte e le sue richieste.


- Potranno crescere il dialogo e la comunicazione nelle nostre parrocchie e in modo particolare tra preti e laici.


- Si cercherà di arrivare ad alcune scelte diocesane convergenti nella pastorale evangelizzatrice e nell’organizzazione delle nostre parrocchie.


LA PARROCCHIA NEL CAMMINO SINODALE DIOCESANO

Con il Consiglio di presidenza del Consiglio pastorale si è scelto il terzo filone, che tocca anche gli altri capitoli.

Con mia parziale sorpresa, nel primo scambio condiviso, i componenti hanno insistito tanto sul ruolo della comunità cristiana locale, piccola o grande che sia, al di là della presenza stabile o meno stabile di un prete.

Nella comunità locale nascono e crescono relazioni significative; questa comunità locale, con i suoi catechisti come testimoni, cercherà di offrire la bella notizia di Gesù ai bambini e ai ragazzi. "Nella riorganizzazione delle attività e dei servizi di carattere pastorale, non bisogna mettere al primo posto le esigenze e le possibilità dei preti; al primo posto bisogna mettere le esigenze e le possibilità delle varie comunità".

Nello stesso tempo si riconosce che la parrocchia non è sufficiente, ad esempio per la pastorale giovanile e per la formazione dei collaboratori pastorali, ma si fa fatica ad immaginare nuove forme o collaborazioni.

Ancora, mi pare di capire che non ci sia una posizione favorevole a soluzioni necessariamente uniformi a livello diocesano. "Nelle scelte pastorali e catechistiche, ad esempio circa i percorsi e l’età dei sacramenti, perché fare tutti allo stesso modo? Non è meglio rispettare e valorizzare le buone pratiche delle singole parrocchie o unità pastorali o foranie?". Si vedrà insieme…

Il Consiglio pastorale si ritroverà e avvierà una prima riflessione; si deciderà meglio in tale sede come procedere e come allargare il coinvolgimento.

Saranno coinvolti sicuramente i catechisti; certamente è importante uscire fuori dai soliti recinti. Quali gruppi, anche piccoli, di persone della comunità incontrare, su punti specifici e mirati? Con quali modalità?

Ci troviamo nella fase dell’ascolto: fase preziosa, ma che corre il rischio di scivolare via senza lasciare un segno.



Papa Francesco vuole fare un percorso sinodale per riformare il Sinodo dei vescovi.

Il nostro vescovo Giuseppe è partito con un progetto molto ampio che culminerà nell’autunno 2022

con una assemblea sinodale



Nella comunità

locale nascono

e crescono relazioni significative; questa comunità locale, coni suoi catechisti come testimoni, cercherà

di offrire la bella notizia di Gesù

ai bambini

e ai ragazzi